TIMELINE
3 gennaio, Nord Africa - Bardia:
all’alba ha inizio l’attacco delle brigate di fanteria della 6a Australian Division, appoggiate dai carri Matilda del Royal Tank Regiment, contro i quali nulla possono né i carri M13/40 italiani, né le artiglierie anticarro i cui proiettili rimbalzano sulle possenti corazzature dei Matilda. Dopo 3 giorni di durissimi combattimenti la piazzaforte italiana è conquistata dalle truppe australiane. Nuovamente il bilancio per gli italiani è pesantissimo con 1703 morti, mentre 25.000 soldati sono presi prigionieri, 3.740 dei quali feriti. Il generale Bergonzoli con alcuni ufficiali e soldati riesce a sottrarsi alla cattura fuggendo a piedi attraverso i reparti nemici, e marciando per 120 km di notte e nascondendosi di giorno, fino a riparare a Tobruk I britannici continuarono nell’avanzata e già il 7 gennaio pongono il blocco alla città di Tobruk
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21 gennaio, Nord Africa - Tobruk:
l’attacco inizia prima dell’alba del 21 gennaio, dopo una notte di continui bombardamenti aerei. Dopo tre giorni di combattimenti anche Tobruk è perduta al costo per gli italiani di circa 1000 morti e 15.000 prigionieri tra i quali 2600 feriti. Gli australiani catturano anche il generale Pitassi Manella, comandante della piazzaforte, e una enorme quantità di mezzi e materiali nei depositi logistici.
Febbraio - Marzo 1941, Cirenaica:
l’aviazione italiana si trova sempre più a soffrire della mancanza di aeroporti e delle distruzioni inflitte dalle forze britanniche, fino ad essere completamente costretta a terra. Malgrado il valore con cui i reparti si sono battuti, per gli italiani la disfatta è totale e le perdite immani. Nei due mesi di offensiva gli italiani hanno oltre 5.500 morti, migliaia di feriti e 110.000 prigionieri, oltre a centinaia di mezzi distrutti o catturati. Al costo di poco più di 500 morti e 1300 feriti i britannici non solo hanno ricacciato gli italiani dall’Egitto, ma hanno anche conquistato le città di Bengasi e Tobruk, e tutta la Cirenaica, minacciando l’ormai poco difesa Tripolitania.
A fermare i britannici, oltre all’ormai cospicuo allungamento delle linee di rifornimento ed alla necessità di riorganizzare le truppe, è l’ordine di Churchill di inviare un contingente di 50.000 uomini, mezzi e reparti aerei in Grecia, a sostegno dell’alleato in lotta contro italiani e tedeschi.
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Unito al sostanziale fallimento militare della campagna di Grecia, lo smacco per l’Italia è gravissimo. Mussolini, umiliato e avvilito, deve accantonare per sempre l’illusione di una “guerra parallela” ed accettare invece una condotta della guerra unita alla Germania e da essa subordinata e dipendente. Le più volte rifiutate offerte di divisioni tedesche a sostegno delle operazioni italiane devono ora essere accettate, così come l’ingresso in Italia di reparti germanici.
7 febbraio, Nord Africa:
giungono a Tripoli la Divisione corazzata Ariete e la divisione motorizzata Trento, al completo, tra i reparti meglio addestrati del Regio Esercito, trasportati dai transatlantici Conte Rosso, Calitea, Esperia e Marco Polo.
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9 febbraio - Mediterraneo: Operation Grog
Una squadra della Forza H composta dall’incrociatore da battaglia RENOWN, corazzata MALAYA e incrociatore leggero SHEFFIELD bombarda Genova causando ingenti danni, mentre gli Swordfish decollati dall’ARK ROYAL bombardano impianti industriali di Livorno. Dopo l’azione, per una serie di situazioni fortuite, la Forza H riesce ad eludere la caccia della Squadra Navale italiana uscita in mare al comando dell’ammiraglio Jachino, e rientra indenne e vittoriosa a Gibilterra. Leggi di piu.
11 febbraio, Nord Africa: Il generale Graziani, con i nervi a pezzi, chiede le dimissioni.
12 febbraio, Nord Africa:
atterra all’aeroporto di Tripoli Castel Benito il generale Erwin Rommel, uno dei più brillanti interpreti della blitzkrieg in Francia, designato capo del Deutsch Afrika Korps (DAK).
14 febbraio, Nord Africa:
Rommel è sul molo del porto di Tripoli ad assistere e dirigere lo sbarco dei primi reparti e mezzi della 5a Leichte Motorisiert Division che giungono a bordo di mercantili tedeschi e italiani scortati da navi della Regia Marina. Rommel insiste perché le operazioni di sbarco si protraggano per tutta la notte.
Febbraio - marzo, Nord Africa:
Trasporto in Libia del primo contingente di uomini e mezzi dell’Afrika Korps. Oltre una ventina di convogli attraversano il mediterraneo senza perdite.
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15 marzo, Nord Africa:
è completato lo sbarco dei mezzi corazzati dell’unità tedesca, con 187 carri armati tra mkI, II, III e IV. E’ il nucleo di base del Deutsch Afrika Korps (DAK) che a inizio maggio sarà completato con l’arrivo della 15a Panzerdivision, con altri 204 carri armati.
Lo stesso giorno 15 le prime truppe tedesche, inquadrate e ben equipaggiate per la guerra nel deserto, sono avviate al fronte lungo la via Balbia, mentre ogni giorno continuano ad affluire a Tripoli materiali e truppe. Rommel fa spola tra il Tripoli e il fronte, distante 450km, per sovrintendere alle operazioni di sbarco. Con l’arrivo dei carri armati l’11 marzo Rommel sposta definitivamente il suo quartier generale al fronte.
24 marzo, Nord Africa:
mentre reparti e materiali continuano a giungere in Libia, Rommel avvia la sua prima offensiva, che per molti versi ricalcherà, in senso contrario, quella che era stata l’avanzata dei britannici durante l’operazione Compass. Muovendo con parte della 5a Leicht Division su El Agheila la riconquista senza incontrare alcuna resistenza.
Dopo la decisione di Churchill di inviare un contingente in Grecia, le forze britanniche in Cirenaica sono state notevolmente ridotte ed ora a fronteggiare l’avanzata tedesca non vi sono più di un paio di divisioni. I comandi britannici non si aspettavano un intervento tedesco in Libia e tanto meno un contrattacco e sono colti completamente di sorpresa. L’avanzata di Rommel è travolgente; con una serie di combattimenti costringe i britannici a ritirarsi precipitosamente, posizione dopo posizione.
26 marzo, Mediterraneo: affondamento dell’incrociatore pesante HMS YORK
28 marzo: Mediterraneo: lo scontro di Capo Matapan
2 aprile, Nord Africa:
Agedabia è raggiunta ed occupata dopo un duro combattimento di carri.
3 aprile, Nord Africa: gli italo tedeschi riconquistano Bengasi
dopo aver sbaragliato due unità indiane poste a difesa. Il bottino di armi, viveri, carburanti e materiali, rinvenuto nei depositi della città è enorme, e include 1.300 preziosi autocarri.
12 aprile, Nord Africa:
gli italo-tedeschi catturano migliaia di prigionieri e ingenti quantitativi di materiali, armi e automezzi. Le truppe dell’Asse avanzano fino al confine con l’Egitto, occupando il Forte Capuzzo e le cittadine di Bardia e Sollum.
6-17 aprile, Invasione della Jugoslavia:
14 aprile, Nord Africa:
Rommel attacca Tobruk difesa da una divisione australiana saldamente trincerata e comandata dal generale Wavell. Gli australiani respingono gli attacchi italo-tedeschi con sanguinosi combattimenti che presto prendono la forma di un lungo assedio.
La fulminea offensiva di Rommel ha sostanzialmente annullato quanto i britannici avevano ottenuto con l’operazione Compass. Con l’eccezione di Tobruk, sotto assedio, tutta la Cirenaica è riconquistata dalle forze dell’Asse.
The History Department of the United States Military Academy,
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16 aprile, Mediterraneo: Distruzione del convoglio “Tarigo”
Nella notte, un convoglio dell’Asse composto da 5 mercantili che trasportano truppe e materiali del contingente iniziale dell’Afrika Korps, scortato da 3 cacciatorpedineire della Regia Marina italiana è colto di sorpresa e completamente distrutto da una squadra di cacciatorpediniere britannici, con la perdita di oltre 700 uomini. Nella battaglia affonda anche uno dei cacciatorpediniere attaccanti. Leggi di piu.
15 maggio, Nord Africa:
I britannici avviano l’operazione “Brevity” sul confine libico-egiziano. Sapendo che Rommel ha concentrato il grosso delle sue forze intorno a Tobruk lasciando poco difese le postazioni lungo il confine, una forza britannica al comando del generale Gott passa il confine egiziano per un’offensiva su scala ridotta che si chiude però con un totale insuccesso per la reazione delle forze dell’Asse.
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Nord Africa - rifornimenti:
Una divisione motorizzata tedesca necessita di 350 tonnellate di rifornimenti al giorno, e trasportare tali rifornimenti attraverso i 480 chilometri dai porti di arrivo richiede 1.170 camion da 2 tonnellate. Le sette divisioni dell’Asse, oltre alle unità navali e aeronautiche, necessitano di un totale di 70.000 tonnellate di rifornimenti al mese. La Francia di Vichy aveva accordato l’utilizzo del porto di Biserta, ma nessun rifornimento raggiunge questo porto fino alla fine del 1942. Da gennaio a maggio del 1941 un surplus di 46.000 tonnellate raggiunge Tripoli. Gli attacchi da Malta hanno sortito i loro effetti, ma, anche in maggio, il peggior mese per perdite di navi, il 91 percento dei rifornimenti giunge a destinazione. La mancanza di trasporti in Libia lascia i rifornimenti dell’Asse a Tripoli. Gli italiani hanno solo 7.000 camion per trasportare i rifornimenti a 225.000 uomini. Una quantità record di rifornimenti giunge in giugno, ma al fronte la penuria degli stessi peggiora.
Giugno, Nord Africa: I britannici ricevono forti contingenti di truppe e grosse quantità di armamenti
tra cui decine di aerei e 250 carri armati, e Churchill esercita forti pressioni sul comandante delle operazioni in Medio Oriente, generale Wavell per avere risultati.
15 giugno, Nord Africa: Il generale Waivell avvia l’operazione “Battleaxe”
affidata al comando del generale Peirse: sono coinvolti 25 mila uomini e 180 carri armati in un attacco il cui obiettivo è quello di ripulire la zona del confine ed alleggerire l’assedio su Tobruk. Rommel, informato fin nei dettagli dei piani britannici, dispone il suo apparato difensivo basato su uno sbarramento di fanteria e artiglieria anticarro e sostenuto da 150 panzer in seconda linea. In tre giorni di aspri combattimenti, in quella che è nota come la Battaglia di Sollum, i britannici sono sconfitti e si ritirano oltre la frontiera dopo aver perso 98 carri armati.
Franz Selinger, Public domain, via Wikimedia Commons
15 giugno, Nord Africa:
Infuriato dai ripetuti fallimenti, Churchill sostituisce il generale Wavell, mettendo al comando delle operazioni il generale Auchinleck.
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22 giugno - ha inizio l’operazione Barbarossa:
la Germania invade l’Unione Sovietica dando inizio alla gigantesca Operazione Barbarossa. L’attacco ha inizio appena passato l’ultimo treno che, per quel giorno, trasportava forniture sovietiche alla Germania in ottemperanza di quanto concordato con il patto di non aggressione tra le due potenze.
L’imponente schieramento tedesco comprendeva 146 divisioni, di cui 19 corazzate, con 3.500.000 uomini, 3.500 carri armati, 600.000 veicoli e 2770 aerei.
Mussolini, che non era stato preavvisato dell’operazione dall’alleato tedesco, si entusiasma, dichiara guerra all’Unione Sovietica ed invia un contingente di 65.000 uomini, il CSIR, aprendo così un nuovo fronte di guerra e disperdendo ulteriormente le scarse risorse militari di cui dispone la Nazione, a discapito delle operazioni sul fronte africano.
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Gehrmann, Friedrich / CC-BY-SA 3.0, CC BY-SA 3.0 DE, via Wikimedia Commons
Luglio – ottobre, Nord Africa:
per alcuni mesi si registra una sostanziale sosta operativa, caratterizzata da azioni limitate, mentre continua l’assedio di Tobruk che è bombardata ogni giorno. In questo periodo le forze britanniche in Medio Oriente ricevono imponenti rinforzi tra cui 770 carri armati, 34.000 autocarri e un migliaio di cannoni. L’armata britannica è riorganizzata con la costituzione, in settembre, dell’8a Armata al cui comando è posto il generale Alan Cunningham, reduce dalla vittoria contro le forze italiane in Africa Orientale e fratello dell’ammiraglio Andrew Cunningham, comandante della Mediterranean Fleet. Il morale delle truppe del Commonwealth è altissimo. Auchinleck, comandante in capo della Forze in Medio Oriente si trova in continuo contrasto con Churchill il quale è impaziente di ottenere un successo contro le forze italo-tedesche e preme per un attacco. Tra settembre e ottobre le esauste forze australiane della guarnigione di Tobruk sono evacuate via mare e sostituite dalla 70a Infantry Division britannica del generale Scobie e dalla brigata polacca del generale Kopanski.
Sul fronte dell’Asse il 20 luglio il generale Gariboldi, che sempre più spesso si trova in aperto contrasto con Rommel, è sostituito dal generale Ettore Bastico nella carica di Governatore e comandante delle truppe in Libia. Anche questi, fin da subito, entra in grave conflitto con Rommel, in teoria suo subordinato ma che non gli riconosce nessuna autorità. Le continue divergenze di vedute circa la condotta della guerra sfociano spesso in aspri scontri verbali. Il 15 agosto viene formato il Panzer Group Afrika, che include 10 divisioni, tre delle quali corazzate, suddivise in tre corpi d’armata, il XX e il XXI italiani e l’Afrika Korps. Rommel ne è posto al comando, mentre il generale Ludwig Cruwell è posto al comando dell’Afrika Korps. La situazione dei rifornimenti rimane comunque assillante per le truppe dell’Asse, particolarmente critica quella dei carburanti. Le difficoltà non frenano Rommel che dopo una ricognizione in forze nella zona del confine a settembre, pianifica un attacco a Tobruk per la fine di novembre, contando di anticipare un’offensiva britannica.
Novembre, Nord Africa - Operazione Crusader - Battaglia della Marmarica:
I britannici lanciano un poderoso attacco in forze il cui obiettivo è nuovamente quello di liberare Tobruk dall’assedio e di cacciare le forze dell’Asse dalla Cirenaica, l’operazione Crusader, dal nome del nuovo carro armato da 19 tonnellate.
Il 17 novembre, un giorno prima dell’inizio dell’operazione, un commando britannico sbarcato da due sommergibili tentava con un’audace impresa di uccidere Rommel attaccando il presunto quartier generale dell’intendenza tedesca nei pressi di Beda Littoria, dove erroneamente si riteneva si trovasse Rommel, che invece aveva spostato il suo quartier generale vicino a Tobruk e in quel momento poi si trovava a Roma. L’attacco non colse l’obiettivo e gli incursori furono catturati da reparti italiani.
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18 novembre, Nord Africa, Marmarica:
prima dell’alba due corpi d’armata britannici, il XXX e il XIII, per un totale di 118.000 uomini con più di 700 carri armati, muovono dalla base di Marsa Matruh avanzando su due direttrici nel deserto con la protezione di un ombrello di caccia dell’aviazione. Ne scaturirà una lunga battaglia, la battaglia della Marmarica, segnata da un’infinita serie di scontri che si protrarranno per oltre un mese nell’area compresa tra il confine libico-egiziano e la città di Tobruk, in un rettangolo desertico di circa cento chilometri di lunghezza per cinquanta di ampiezza.
Le forze meccanizzate del XXX corpo d’armata britannico, al comando del generale Norrie, avanzano per circa 150 km passando il confine e raggiungendo Gabr Saleh, dove nei piani di Cunningham si sarebbe dovuto svolgere lo scontro con le Panzerdivision di Rommel. Non incontrando alcuna concreta resistenza, Cunningham divide il XXX corpo d’armata su tre direttrici, inviando la 7a Armored Brigade verso Sidi Rezegh, in direzione di Tobruk, la 22a Armored Brigade verso Bir el Gobi, dove era schierata la divisione Ariete, mentre la 4 Armored Brigade rimane a Gabr Saleh.
Vanderson W G (Lt), No 1 Army Film &PhotographicPost-Work: User:W.wolny,
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19 novembre, Nord Africa, Marmarica:
iniziano gli scontri. Lungo la direttrice sinistra dell’avanzata, la 22a Armored Brigade, forte di circa 160 carri Crusader, attacca le linee di Bir el Gobi, scontrandosi con le difese dei battaglioni dell’8° Reggimento bersaglieri che inizialmente respingono i carri attaccanti sparando a bruciapelo con le artiglierie, poi in alcuni punti le difese iniziano a cedere, i carri britannici riescono i infiltrarsi e a mettere in difficoltà i difensori. Giunge in soccorso il contrattacco dei 100 carri M13 del 132° battaglione dell’Ariete che serrano le distanze con i Crusader gettandosi in mischia. La sanguinosa battaglia si protrae per oltre un’ora e alla fine i britannici sono costretti a ritirarsi con la perdita di 57 carri. L’Ariete ne conta 49 distrutti e 205 tra morti e feriti.
Più a nord si combatte intorno all’aeroporto di Sidi Rezegh che colto senza difese è preso dal 6° Royal Tanks seguito dal 4° reggimento autoblindo sudafricano. Dopo aver preso l’aeroporto il 6° Royal Tank attacca le difese diquota 175, costituite da due battaglioni del 376° fanteria tedesco, che con un fuoco infernale respingono l’attacco. Altri combattimenti si svolgono nella zona di Gabr Saleh.
Nel pomeriggio il gruppo Stephan della 21a Panzer Division, con 84 panzer III e IV e 45 panzer II si lancia contro i 52 carri Stuart dell’8° Ussari della 4a Armored Brigade, che sono poi raggiunti dal 5° Royal Tanks con altrettanti carri armati, dando vita ad una violenta battaglia. Dopo due ore di scontro, al calare dell’oscurità, i britannici ripiegano dopo aver perduto undici carri Stuart, mentre i tedeschi accusano la perdita di tre panzer.
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20 novembre, Nord Africa, Marmarica:
Al mattino si verificano scontri di minore entità nella zona di Sidi Rezheg ed in quella di Gabr Saleh.. Nel pomeriggio la 15 Panzer Division giunge a contatto con la 4a Armored Brigade nella zona di Gabr Saleh, infliggendo gravi perdite ai britannici che sono costretti a ripiegare verso sud.
21 novembre, Nord Africa, Marmarica:
al mattino le due Panzer Division dirigono a nord, in direzione di Sidi Rezegh per attaccare la 7a Armored Brigade che sta dirigendo verso Tobruk con circa 200 carri armati con l’obiettivo di attaccare gli assedianti e congiungersi con la 70 Infantry Division che, nei piani, dovrà effettuare una sortita da Tobruk. Quando i britannici vedono arrivare i panzer tedeschi, il generale Davy dà ordine al solo 6° reggimento Royal Tank di proseguire verso Tobruk, mentre il 2° Royal Tank e il 7° Ussari affrontano la minaccia invertendo la marcia. Negli scontri che si susseguono per tutta la giornata, la 7a Armored Brigade è ridotta a soli 28 carri efficienti. La 21a Panzer, che dirige contro l’aeroporto, è arrestata dalla forte ed efficace resistenza dei cannoni anticarro britannici. Poi, le due divisioni tedesche muovono verso nord per rifornirsi.
Nel settore di Tobruk, l’attacco della 70a Infantry Division contro gli assedianti, dopo aver compiuto qualche progresso, è fermato dai fanti della Bologna attestati sul caposaldo Tugun, e appoggiati dalle compagnie Lupo e Tigre del XXXI battaglione Guastatori. L’avanzata del 6° Royal Tank Regiment si infrange sullo sbarramento di artiglieria anticarro tedesca, riportando gravi perdite.
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22 novembre, Nord Africa, Marmarica:
la 21a Panzer Division torna verso Sidi Rezegh, dove intanto si stanno concentrando la 7a, la 4a e la 22a Armored Brigade britanniche. i combattimenti riprendono violenti nel pomeriggio con una serie di confusi scontri tra carri armati durante i quali le artiglierie anticarro britanniche e tedesche hanno un ruolo determinante. Le perdite sono gravi da entrambe le parti ma i britannici finiscono per perdere l’aeroporto.
Intanto la 15a Panzer, muovendo più a est, in serata riesce ad accerchiare la 4a Armored Brigade e l’11° Ussari infliggendo forti perdite e costringendo i britannici a ripiegare. Dopo i successi conseguiti, Rommel raggruppa tutte le sue forze per un attacco decisivo. Ha a sua disposizione anche il Corpo d’Armata di Manovra (CAM) italiano, al comando del generale Gambara, che include la divisione corazzata Ariete e la motorizzata Trieste.
23 novembre, Nord Africa, Marmarica:
“Totensonntag”: la domenica dei morti per i tedeschi, Rommel riunisce le sue due divisioni Panzer e la Divisione Ariete in un attacco per tagliar fuori e distruggere il resto del XXX Corpo britannico. Nella sacca sono chiusi i resti della 7 Divisione Corazzata, la 5a Brigata di Fanteria SA ed elementi della 6a Brigata neozelandese. Entro la fine della giornata la 5a Brigata SA è completamente distrutta, e quel che rimane delle altre forze riesce a sottrarsi dalla trappola in direzione sud, verso Bir el Gobi.
Il Comando Supremo di Roma acconsente di mettere sotto il comando di Rommel il XX Corpo Mobile, che comprende le divisioni Ariete e Trieste. Fino al 23 novembre l’Ariete, la Trieste e la Savona hanno messo fuori combattimento circa 200 carri armati britannici ed un numero simile di veicoli sono stati danneggiati o distrutti. Le perdite britanniche dal 19 al 23 novembre ammontarono a circa 350 carri armati distrutti e 150 gravemente danneggiati. Anche le perdite dell’Asse sono considerevoli: all’Afrika Korps rimangono solo 40 carri in condizioni operative.
Nella zona del confine libico-egiziano reparti della 2a divisione neozelandese catturano il comando dell’Afrika Korps imprigionando molti ufficiali. Il generale Cruwell che si era allontanato, sfugge fortunosamente alla cattura. Nella zona di Tobruk continua l’attacco della 70a Infantry Division che, dopo aver preso alcuni caposaldi difesi dai fanti della Bologna e arrestata dal contrattacco della divisione Pavia.
24 novembre, Nord Africa, Marmarica:
Rommel ordina all’Afrika Korps e alla Divisione Ariete di spingersi a est, nella speranza di liberare Bardia e le guarnigioni di frontiera dall’assedio, ponendo una seria minaccia allo scaglione di retroguardia britannico per completare la sconfitta dell’Operazione Crusader. Le divisioni dirigono a Sidi Omar, causando scompiglio, disperdendo le unità di retroguardia britannica incontrate, dividendo il XXX Corpo e quasi tagliando fuori il XIII Corpo.
Nella zona di Tobruk la 70a Infantry Division e la New Zealand Division hanno ripreso l’iniziativa, e impegnano in aspri combattimenti le forze delle divisioni Trento, Bologna e Trieste e del Gruppo Boettcher. Riescono a catturare la guarnigione di Tugun, esausta e senza più viveri né munizioni. L’attacco al caposaldo Bondi è invece respinto dai difensori della Trento. Pesanti combattimenti coinvolgono artiglieria tedesca del gruppo Bottcher che riesce a contenere l’attacco di carri, mentre il IX reggimento bersaglieri della Trieste contrattacca le truppe britanniche che tentano la sortita da Tobruk, respingendoli.
25 novembre, Nord Africa, Marmarica:
la 15a Panzer Division oltrepassa Sidi Azeiz e si dirige per Bardia per rifornimenti, arrivando verso mezzogiorno.
I resti della 21a Panzer Division attaccano a nord-ovest di Halfaya, verso Capuzzo e Bardia e l’Ariete, avvicinandosi a Bir Ghirba (25 km a nord-est di Sidi Omar) da occidente, è inviata verso la Ridotta Capuzzo per spazzare ogni resistenza e riunirsi con la 21a Panzer Division. Queste dovranno essere supportate dall’esaurito 115° Reggimento Fanteria della 15a Panzer Division, che avanza, con qualche artiglieria al seguito, da Bardia verso la Ridotta Capuzzo.
I due battaglioni della 5a Brigata neozelandese, posizionati tra la ridotta Capuzzo e le caserme di Sollum, sono ingaggiati da elementi convergenti della 15a e della 21a Panzer Division al tramonto. Durante la notte, il 115° Reggimento di fanteria tedesco giunge a circa 700 metri da Capuzzo, ma è dirottato per portare il suo attacco verso Sollum e incontrarsi con la 21a Panzer che giunge da sud.
La 2a divisione neozelandese dirige su Tobruk mentre la 70 Infantry Division uscita da Tobruk e tornata all’attacco insieme alla 32a Armored Brigade, riesce a sopraffare la resistenza dei capisaldi italo-tedeschi e a ricongiungersi con i neozelandesi.
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26 novembre, Nord Africa, Marmarica:
la 15a Panzer Division si lancia verso nord-est in direzione di Sidi Azeiz, trovando l’area abbandonata e sottoposta a continui attacchi della Desert Air Force.
A sud del confine il 5°Panzer Reggiment della 21a Panzer Division attacca la 7a Indian Brigade a Sidi Omar e viene respinta dal fuoco dei cannoni contro-carro indiani che sparano da postazioni scoperte. Un secondo attacco lascia il 5° Panzer Reggiment con pochi carri superstiti. Il resto della 21a Panzer Division si era diretto a nord-est, a sud del confine, verso Halfaya.
La sera del 25 novembre la 15a Panzer Division si trova a ovest di Sidi Azeis (dove ha base il quartier generale della 5a Brigata neozelandese) e ridotta a 53 carri, che praticamente costituiscono quanto rimane della forza corazzata dell’Afrika Korps. La colonna dell’Asse mantiene un fragile collegamento con i suoi depositi di rifornimento sulla costa tra Bardia e Tobruk e i convogli di rifornimenti devono trovare una via tra i gruppi della 4a e della 6a brigate neozelandesi.
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27 novembre, Nord Africa, Marmarica:
Rommel si incontra con i comandanti della 15a e della 21a Panzer a Bardia e ordina alla 21a di ritornare a Tobruk e alla 15a di catturare Sidi Azeiz e poi dirigere anch’essa per Tobruk. A Sidi Azeiz, si trovava il quartier generale della 5a brigata, difeso da forze neozelandesi. che sono sopraffatte dall’attacco della 15a, che cattura 700 prigionieri.
La 21a Panzer Division si scontra con il 22° Battaglione della 5a Brigata neozelandese a Bir le monastir, mentre dirige da Bardia verso Tobruk e, dopo uno scontro durato per gran parte della giornata, è costretta a deviare a sud, passando per Sidi Azeiz e ritardando di un giorno il ritorno a Tobruk. Nel primo pomeriggio, intercettazioni radio consentirono al comando britannico dell’Ottava Armata di comprendere che entrambe le divisioni dell’Afrika Korps si stanno dirigendo verso Tobruk, con la divisione Ariete alla loro sinistra.
Sul fronte di Tobruk, la 70a Infantry Division sopprime i difensori italiani di alcune casematte prima di raggiungere Ed Duda. La 6a Brigata neozelandese combatte una feroce battaglia con un battaglione del 9° Reggimento Bersaglieri, che riparati tra le rovine della Tomba del Profeta utilizzano la loro mitragliatrice con grande efficacia. La Brigata neozelandese riesce a connettersi con la 32a brigata carri a Ed Duda e a e stabilire una piccola testa di ponte sul fronte di Tobruk.
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28 novembre, Nord Africa, Marmarica:
proseguono gli scontri tra le brigate corazzate britanniche e le artiglierie anticarro italo-tedesche. In quattro giorni di combattimenti l’Ottava Armata britannica ha perso 530 carri armati, mentre l’Asse circa 100.
Aspri combattimenti continuano per tutta la giornata intorno al corridoio di Tobruk con alterne fortune. Non era stato possibile creare una salda comunicazione tra le 70a divisione e la divisione neozelandese, il che rende difficile il coordinamento tra le due forze.
Due battaglioni motorizzati di Bersaglieri insieme a carri di supporto, cannoni anti-carro e artiglieria si muovono verso Sidi Rezegh dove catturano un ospedale da campo neozelandese. I Bersaglieri catturano 1.000 pazienti, 700 tra medici e infermieri, 200 soldati di guardia, e liberano circa 200 tedeschi che erano tenuti in prigionia nei sotterranei dell’ospedale. Come in altri casi, la storia ufficiale neozelandese riporta la cattura attribuendola ai tedeschi.
Alle 18:00 gli australiani del 2/13 battaglione muovono per rinforzare Ed Duda, dove alcuni plotoni avevano riportato gravi perdite per gli intensi bombardamenti.
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29 novembre, Nord Africa, Marmarica:
al mattino la 15a Panzer Division si mette in movimento a sud di Sidi Rezegh. I superstiti della 21a Panzer avrebbero dovuto muoversi per attanagliare i neozelandesi, ma manca la sincronia in quanto il comandante generale von Ravenstain era stato catturato la notte precedente da neozelandesi, durante una ricognizione.
Nel pomeriggio, a est di Sidi Rezegh, il 21° Battaglione neozelandese è sopraffatto da una colonna della Divisione Ariete sulla contesaquota 175. Il 24° e il 26° battaglioni neozelandesi incontrano un simile destino a Sidi Rezegh il 30 novembre e il 1 dicembre un attacco corazzato tedesco a Belhamed praticamente distrugge il 20° battaglione. In questi attacchi i neozelandesi riportano gravi perdite: 879 morti, 1.699 feriti, 2.042 prigionieri.
Alla sera, la 1a Brigata sudafricana è posta sotto il comando della 2a Divisone neozelandese e mandata ad avanzare a nord per riconquistare quota 175. Intanto le intercettazioni radio danno la convinzione all’8a Armata che la 21a Panzer e l’Ariete siano in grosse difficoltà i e il Generale Ritchie ordina alla 7 Divisione Corazzata di inseguirli. Otto carri Matilda forniscono il bombardamento preliminare per un contrattacco di due compagnie del 2/13 Battaglione di Fanteria Australiana nella notte del 29/30 novembre. In un attacco alla baionetta contro le posizioni tedesche il 2/13 ha due morti e cinque feriti e prende 167 prigionieri.
Royal Italian Military Forces (1941), Public domain, via Wikimedia Commons
30 novembre, Nord Africa, Marmarica:
A seguito della resistenza a Ed Duda Rommel decide di ritirare la 15a Panzer a Bir Bu Cremisa, 8 km a sud, e da lì rilancia il suo attacco verso nord-est, cercando di circondare la divisione neozelandese. A metà pomeriggio la 6a Brigata neozelandese è di nuovo sotto forte pressione. L’indebolito 24° battaglione è sopraffatto e così anche due compagnie del 26° battaglione mentre sul fianco orientale il 25° battaglione respinge un attacco dell’Ariete proveniente da quota 175.
1 dicembre, Nord Africa, Marmarica:
La 15a Panzer rinnova il suo attacco in direzione Belhamed, supportata da un massiccio fuoco di artiglieria e nuovamente la Divisione neozelandese si trova sotto intensa pressione. Durante la mattina la 7a divisione corazzata britannica avanza per fornire assistenza diretta. La 4a brigata arriva a Belhamed. I superstiti della 2a Divisione neozelandese sono ora concentrati nei pressi di Zaafran, 8 chilometri a est di Belhamed. Durante la notte sul 1 dicembre, il generale Freyberg, comandante della 2a Divisione neozelandese vede un segnale dall’Ottava Armata che indica che la Brigata sudafricana è ora posta sotto il comando della 7a Divisione Corazzata. Egli ne deriva che il comando dell’Armata abbia abbandonato la speranza di tenere il corridoio di Tobruk e a metà mattinata segnala a sua volta che senza i sudafricani la sua posizione non potrà essere tenuta e che egli sta pianificando una ritirata. Dà poi ordine ai suoi reparti di tenersi pronti a muovere verso est per le 17;30.
La 15a Panzer, che si era fermata per rifornirsi, rinnova il suo attacco alle 16:30 e la Trieste taglia la debole connessione tra i neozelandesi e Tobruk. I neozelandesi si trovano obbligati ad un disperato combattimento di ritirata dalle loro posizioni occidentali, dimostrando ammirabile disciplina. Raggiungono le linee del XXX Corpo con poche ulteriori interruzioni e alle prime ore del giorno dopo i 3500 uomini e 700 veicoli che sono riusciti a passare i si stanno già dirigendo verso l’Egitto.
Bundesarchiv, Bild 101I-782-0016-32A /
Moosmüller / CC-BY-SA 3.0, CC BY-SA 3.0 DE, via Wikimedia Commons
2 dicembre, Nord Africa, Marmarica:
Rommel torna a preoccuparsi delle unità tagliate fuori e isolate nei capisaldi al confine e, credendo di aver ormai vinto la battaglia su Tobruk, manda le avanguardia di Geissler e di ad aprire le rotte per Bardia e Capuzzo, e quindi per Sollum.
http://www.qattara.it/60-35%20halfaya.html, Public domain,
via Wikimedia Commons
3 dicembre, Nord Africa, Marmarica:
l’avanguardia di Geissler è pesantemente sconfitta da elementi della 5a brigata neozelandese nei pressi di monastir, sulla strada per Bardia. Al sud la forza di Knabe procede con minor difficoltà sulla pista principale verso Forte Capuzzo, dove incontra la Goldforce, costituita dal reggimento esplorativo del Central India Horse, e si ritira dopo un breve scambio di artiglieria.
L’11a brigata di fanteria indiana è in azione contro un caposaldo nei pressi di Bir el Gobi, a circa 40 km a sud di Ed Duda tenuto dal I e dal II battaglione del 136° Reggimento Giovani Fascisti che da questa posizione elevata respingono ripetuti attacchi delle fanterie indiane e dei corazzati britannici per tutta la prima settimana di dicembre; anche se il Generale Norrie dispone di una schiacciante superiorità in ogni arma in quell’area, la mancata concentrazione e coordinamento dell’azione di tutte le armi consente ad un solo battaglione italiano di frustrare l’azione di un intero corpo britannico infliggendo pesanti perdite.
Keating G (Capt), No 1 Army Film & Photographic Unit, Public domain, via Wikimedia Commons
4 dicembre, Nord Africa, Marmarica:
Rommel insiste nuovamente sul soccorrere i forti alla frontiera. Tutti i carri dell’Afrika Korps sono in riparazione, quindi egli ordina al resto della 15a Panzer e al CAM italiano di muovere verso est, causando un notevole allarme all’8a Armata britannica. Tuttavia Rommel presto realizza che la situazione a Tobruk non avrebbe potuto reggere ed invia forze verso est, tra cui l’Ariete.
Rommel lancia un nuovo attacco su Ed Duda che è respinto dalla 14a Brigata di Fanteria della 70a Divisione. Quando appare chiaro che l’attacco sarebbe fallito Rommel decide di ritirarsi dal perimetro orientale di Tobruk per concentrare le sue forze contro la crescente minaccia del XXX Corpo verso sud.
La Pavia e la Trento contrattaccano la 70 Divisione di Fanteria per contenerli entro il perimetro di Tobruk e conquistano i capisaldi Plonk e Doc
5 dicembre, Nord Africa, Marmarica:
l’11 brigata di fanteria indiana continua il suo attacco contro quota 174. Al tramonto giungono nella zona l’Afrika Korps e l’Ariete intervenendo per alleggerire la guarnigione Giovani Fascisti a quota 174 ed attaccare l’11 brigata indiana. La Brigata Indiana deve essere ritirata per riorganizzarsi ed è sostituita dalla 22a Brigata Guards. Il generale Cruwell, comodante dell’Afrika Korps, non sa che la 4a brigata corazzata, con 126 carri, è distante, fuori po rtata ad oltre 32 km, e si ritira verso ovest.
Il generale Cruwell, comandante dell’Afrika Korps, non sa che la 4a brigata corazzata, con 126 carri, è distante, fuori portata ad oltre 32 km, e si ritira verso ovest perdendo l’occasione di un attacco risolutivo.
Rommel è informato dal Comando Supremo italiano che i rifornimenti non miglioreranno fino alla fine del mese, quando si prevede di avviare un flusso di rifornimenti avio-trasportati dalla Sicilia. Comprendendo che il successo a Bir el Gobi è improbabile egli decide di accorciare il fronte e le linee di comunicazione abbandonando il fronte di Tobruk e ritirandosi di 16 chilometri, sulle posizioni di Gazala che erano state preparate dalle retroguardie italiane e che occupa l’8 dicembre schierando il X Corpo italiano all’estremità della linea verso la costa e il XXI Corpo italiano all’interno. L’indebolito CAM è ancorato al termine meridionale della linea ad Alem Hamza mentre l’Afrika Korps è schierato dietro il fianco meridionale pronto a contrattaccare.
Di Regio Esercito – http://www.munizioni.eu/munizioni/forum/viewtopic.php?f=6&t=27554&p=593614
6 dicembre, Nord Africa, Marmarica:
Cruwell perde l’occasione di portare il colpo definitivo esitando ancora malgrado la 4a Brigata Corazzata britannica non si stia muovendo per congiungersi con la 22a Guards.
Rommel ordina alle sue divisioni di ritirarsi verso ovest, lasciando la Savona a tenere il più a lungo possibile nell’area di Sollum, Halfaya e Bardia. Questa continuerà a combattere per un mese e mezzo.
Malgrado la ritirata della 90a Leichte tedesca dal settore di Tobruk il 4 dicembre, la Divisione Bologna mantiene le posizioni fino alla notte sul 9 dicembre, quando le sono finalmente inviati camion a supporto.
In un’azione finale dalla parte della 70a Divisione britannica, la Brigata Polacca attacca elementi della Divisione Brescia che coprivano la ritirata dell’Asse e cattura la posizione White Knoll. I difensori di sono finalmente liberati dopo una battaglia di 19 giorni.
Neumann-Silkow, il comandante della 15a Panzerdivision è ferito mortalmente nel pomeriggio.
Nella notte la 70a Divisione cattura i capisaldi Walter e Freddie presidiati dai tedeschi senza nessuna resistenza. Un battaglione della Pavia oppone invece forte resistenza a quota 157, infliggendo forti perdite al 2° Durham Light Infantry, prima di essere sopraffatto dopo la mezzanotte.
Di Regio Esercito – http://www.munizioni.eu/munizioni/forum/viewtopic.php?f=6&t=27554&p=593614
7 dicembre: attacco giapponese alla base navale americana di Pearl Harbor nelle Hawaii:
Gli USA entrano attivamente in guerra. La Germania di Hitler e l’Italia di Mussolini, legate al Giappone dal “Patto d’Acciaio” inoltrano le loro dichiarazioni di guerra al gigante americano rispettivamente il 10 e l’11.
Di Regio Esercito – http://www.munizioni.eu/munizioni/forum/viewtopic.php?f=6&t=27554&p=593614
13 dicembre Nord Africa, Marmarica – Linea di Gazala:
l’Ottava Armata lancia il suo attacco alla linea di Gazala lungo un fronte di 13 km dalla costa con la 5a Brigata neozelandese, mentre la 5a Indian Infantry Brigade porta un attacco al fianco ad Alam Hamza. La Divisione Trieste riesce a tenere Alam Hamza, ma il 1° battaglione della 5a fanteria indiana riesce a conquistare quota 204, alcuni chilometri a ovest di Alam Hamza e si trova poi isolata in un saliente vulnerabile. La 7a Brigata di fanteria indiana, alla sua sinistra, ha quindi ordine di mandare a nord il 4° battaglione dell’11° reggimento Sikh, supportato dai cannoni del 25° Field Regiment e da 12 carri Valentine dell’8° Royal Tank Regiment, per alleggerire la loro posizione. Questa forza si trova a scontrarsi con l’Afrika Korps che schiera i 39 carri che le sono rimasti disponibili insieme a 300 automezzi di fanteria e artiglieria. Ancora una volta la 7a Divisione Corazzata britannica non è sul posto per intervenire e la minaccia dev’essere affrontata dagli indiani solo con l’artiglieria e dai carri di supporto. Con gravi perdite, essi riescono a mettere fuori combattimento 15 carri tedeschi e a fermare il contrattacco.
Di Regio Esercito – http://www.munizioni.eu/munizioni/forum/viewtopic.php?f=6&t=27554&p=593614
14 dicembre Nord Africa, Marmarica – Linea di Gazala:
la Brigata Indipendente Polacca è fatta avanzare per unirsi ai neozelandesi e preparare un nuovo attacco per le prime ore del 15 dicembre. L’attacco inizia alle 03:00 e prende i difensori di sorpresa. Le due brigate riescono a fare dei buoni progressi, ma non a rompere la linea nemica.
Ad Alam Hamza la 5a brigata indiana rinnova il proprio attacco ma senza far progressi contro la determinata difesa, e a quota 204 il 1° Reggimento della 5a brigata indiana subisce l’attacco di dieci o dodici carri, superstiti della Divisione Corazzata Ariete, che sono sconfitti.
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15 dicembre Nord Africa, Marmarica – Linea di Gazala:
la Brescia e la Pavia, con la Trento in supporto ravvicinato, respingono un attacco in forze di polacchi e neozelandesi, liberando così la 15a Panzer che può ritornare sulla linea di Gazala per essere impiegata altrove. I polacchi e i neozelandesi inizialmente fanno buoni progressi, ma gli italiani si difendono accanitamente, e a mezzogiorno è chiaro al generale Godwin-Austen che alle sue due brigate manca il peso necessario per ottenere uno sfondamento sul fianco destro. La stessa storia si verifica al centro, dove gli italiani della Trieste continuaro a respingere gli attacchi a quota 208 portati dal 1° Reggimento della 5a brigata indiana, “the Buffs”. Verso la metà del pomeriggio l’attacco del III Corpo è stato bloccato su tutta la linea.
Rommel considera quota 204 una posizione chiave e manda quindi all’attacco gran parte dei corazzati e delle fanterie disponibili: con un feroce combattimento nel pomeriggio, le forze attaccanti, composte dall’Ariete dalla 15a Panzer, dall’8° Reggimento Bersaglieri e dal 115° Reggimento fanteria motorizzata, annientano il 1°reggimento della 5° Brigata indiana e gli altri reparti a supporto. Il reggimento “the Buffs” perde 1.000 uomini tra morti e catturati, e solo 71 uomini e una batteria di artiglieria campale riescono a fuggire; Fortunatamente per il resto della 5a Brigata indiana era poi troppo tardi nella giornata perchè le forze attaccanti si raccogliessero e avanzassero ulteriormente per intervenire ad Alam Hanza. Anche gli attaccanti hanno sofferto gravi perdite nel combattimento.
La forza dell’Afrika Korps è ridotta ad otto carri in condizione di combattere mentre l’Ariete ne ha ancora circa 30. Rommel, che in quel momento ha maggior rispetto delle capacità della 7a Divisione Corazzata britannica di quante ne abbia il generale Cruwell (e apparentemente anche dello stesso generale Gott) è molto preoccupato del rischio di un movimento accerchiante verso sud da parte dei corazzati britannici. Malgrado la veemente opposizione dei generali italiani e di Cruwell, Rommel ordina l’evacuazione della linea di Gazala nella notte del 15 dicembre.
Il pomeriggio del 15, la 4a corazzata, che ha aggirato verso sud, si trova a Bir Halegh el Eleba, a circa 50 km a nord-ovest di Alem Hamza e posizionata in modo ideale sia per colpire la retroguardia dell’Afrika Korps che per avanzare a nord e tagliare le principali linee di comunicazione del Panzer Group Afrika lungo la costa, cosa che il comandante della Western Desert Force, generale Godwin-Austen sollecita di fare.
Tuttavia, solo un piccolo contingente è inviato la mattina presto del 16 dicembre verso nord (causando grave confusione tra i reparti di retrovia del Panzer Group Afrika ma che non è decisivo) mentre il resto della brigata si dirige a sud per andare incontro ai rifornimenti di carburante. Nel pomeriggio la 15a Panzer muovendo verso ovest è in grado di passare oltre alla retroguardia della 4a Corazzata e bloccare ogni movimento di ritorno verso nord. Anche se la sola presenza delle forze corazzate britanniche aveva spinto Rommel a ritirarsi da Gazala, l’opportunità di una vittoria decisiva per i britannici era stata perduta.
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19 dicembre, Nord Africa:
scortati da imponenti forze navali della Regia Marina, che comprendono corazzate e incrociatori, sbarca a Tripoli il convoglio M42, e il 5 gennaio il convoglio M43, con cui giungono 144 carri armati, artiglierie e rifornimenti di ogni genere. Con il loro arrivo, le due divisioni corazzate tedesche possono contare su una forza di 116 panzer, mentre l’Ariete riceve anch’essa 84 carri M13/40.
Di Regio Esercito – http://miles.forumcommunity.net/?t=43490138,
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Nord Africa, Marmarica – conclusione della battaglia:
Nei dieci giorni seguenti le forze di Rommel si ritirano su una linea tra Agedabia e El Haseia, mantenendo le linee di comunicazione ed evitando di essere tagliati fuori e circondati come era accaduto agli italiani l’anno precedente. Con l’accorciamento delle linee difensive ed il miglioramento dei rifornimenti a El Agheila Rommel è in grado di ricostruire la sua forza corazzata mentre le linee di rifornimento dell’Ottava Armata si sono corrispondentemente allungate.
Il 27 dicembre Rommel è in grado di infliggere pesanti danni alla 22a Brigata Corazzata in una battaglia di carri di tre giorni a El Haseia, forzando i contingenti di avanguardia dell’Ottava Armata a ritirarsi. Ciò consente alle forze dell’Asse di assestarsi su una più desiderabile linea difensiva a El Agheila durante le due prime settimane di gennaio senza dover subire la pressione del nemico.
La determinazione e l’aggressività del capo delle forze britanniche in Medio Oriente generale Auchinleck e del comandante dell’Ottava Armata generale Ritchie avevano per il momento rimosso la minaccia dell’Asse dall’Egitto e dal Canale di Suez. Tuttavia le piazzeforti dell’Asse lungo il confine libico-egiziano rimangono a bloccare la strada costiera e a vincolare le forze Alleate, malgrado le raccomandazioni di Rommel perchè fossero evacuate via mare, A inizio dicembre gli Alleati decidono che è essenziale eliminare le posizioni dell’Asse alla frontiera per facilitare le vie di rifornimento e consolidare l’avanzata. Il 16 dicembre la 2a Divisione Sud Africana inizia l’attacco su Bardia, difesa da 6.600 italiani e 2.200 tedeschi. Il porto cade il 2 gennaio.
Sollum è presa dai sudafricani il 12 gennaio dopo un feroce combattimento. I sudafricani circondano poi le posizioni fortificate di Halfaya (che includono la scarpata, il plateau superiore e gli anfratti circostanti) e le tagliano fuori dall’accesso al mare. La guarnigione di Halfaya con 4.200 italiani della 55a Divisione Savona e 2.100 tedeschi, erano già disperatamente a corto di cibo e acqua. Le difese consentono alla guarnigione di resistere contro i pesanti bombardamenti di artiglieria e aerei con relativamente poche perdite ma la fame e la sete finiscono per forzare la loro capitolazione il 17 gennaio. Rommel scrive in questi toni del generale Fedele de Giorgis: “il superbo comando dimostrato dal generale italiano De Giorgis che comandò la forza italo-tedesca in questi due mesi di combattimento”. Sebbene possa essere stato un successo limitato, l’Operazione Crusader ha dimostrato che le forze dell’Asse possono essere battute.
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