LA STORIA
L’ INGO era un piroscafo di 3950 tonnellate di stazza lorda varato nel 1926 dalla J. Frerichs & Co., a Nordenham per il Nordeutscher Lloys (NDL) di Brema . Era lungo 116,5 metri per 15,3 di larghezza, aveva un equipaggio di 40 uomini ed era capace di una velocità di 11 nodi.
Nell’ottobre 1935, forse nell’ambito della riorganizzazione dei territori marittimi delle compagnie di navigazione tedesche, venne aggiunta alla linea Africa Amburgo-Brema, di proprietà del Norddeutscher Lloyds e gestita dalla Woermann Line. Nel 1939, allo scoppio della guerra, fu posta in disarmo a Trieste, e lì fu poi requisita per i trasporti di guerra mantenendo equipaggio tedesco.
Partiva da Napoli diretto a Tripoli il 25 gennaio del 1941 per il suo primo trasporto militare, con a bordo materiali e personale del Flak Regt 38 del X Corpo Aereo Tedesco destinati alla protezione antiaerea dell’aeroporto di Benina-Bengasi. Era in convoglio con il piroscafo tedesco DUISBURG che trasportava materiali per l’esercito italiano, con la scorta del piccolo incrociatore ausiliario LAGO TANA. Dopo aver fatto sosta a Palermo, il convoglio ripartiva alle 0700 del mattino del 26 con la scorta dell’incrociatore ausiliario CARALIS, che aveva sostituito il LAGO TANA.
Alle 23:40, passato il Capo Bon, il convoglio era attaccato dal sommergibile britannico UPHOLDER che lanciava in due riprese 4 siluri contro i mercantili. I siluri erano evitati con la manovra e il sommergibile rinunciava all’attacco, mentre il CARALIS rinunciava alla caccia per non abbandonare il convoglio.
Verso le 10:30 del giorno 27 il convoglio era avvistato da un idrovolante ricognitore Short S.25 Sunderland della RAF che dopo aver segnalato la scoperta continuava a tallonare il convoglio tenendosi ad oltre 10.000 metri di distanza, fuori dalla portata della contraerea delle navi.
Alle 11:30 una forza d’attacco composta da sette Swordfish dell’830° Naval Air Squadron della Fleet Air Arm (FAA – Aviazione di Marina), sei dei quali armati con siluro ed uno, il caposquadriglia, con 4 bombe da 250 libre decollava da Malta, seguiti alle 1215 da due caccia Fulmar di scorta. Alle 1345, tutto il gruppo d’attacco raggiungeva il cielo del convoglio. Alle 1350, il caposquadriglia attaccava il CARALIS con bombardamento in picchiata mantenendo il sole alle spalle, ma mancava il bersaglio. Contemporaneamente, gli aerosiluranti si dividevano in due gruppi e attaccavano i due mercantili. Uno dei siluri colpiva l’INGO a centro nave sulla dritta. La nave si spezzava in due ed affondava dopo 15 minuti, mentre gli aerei attaccanti rientravano incolumi a Malta.
Le due navi superstiti, raggiunte anche dalla torpediniera ORIONE, recuperavano 256 naufraghi dell’INGO
Nell’affondamento perdevano la vita 5 uomini dell’equipaggio e tre artiglieri.
Il giorno successivo, circa 20 miglia a Nord di Tripoli, il sommergibile UPHOLDER colpiva con un siluro il DUISBURG. Questi però rimase in galleggiamento e potè essere rimorchiato a Tripoli.
IL RELITTO
Il relitto dell’INGO è stato rinvenuto nel 2008 da una squadra della SDSS (M. Arena, M. Cottafava) in posizione 34°25’N, 11°47’E. Circa 75 miglia a SO di Lampedusa, 115 miglia a NE di Tripoli e 30 miglia al largo delle Kerkennah. Dopo anni di ricerche per la sua identificazione, il relitto era definitivamente identificato come quello dell’INGO grazie al lavoro svolto da Keith Kreitner con l’aiuto di Dimitry Galon sulla base delle cadute del profilo dello scafo e di altre caratteristiche distintive e grazie anche al risolutivo materiale d’archivio gentilmente fornito alla SDSS da Andreas…… che include la fotografia scattata dal ricognitore britannico con la nave in affondamento spezzata in due.
Il relitto giace infatti a 56 metri di profondità spezzato in due tronconi posizionati uno affianco all’altro e praticamente a contatto tra di loro: il troncone di prua è rovesciato quasi completamente sottosopra, sbandato sul suo fianco destro e con la prua che punta verso la poppa dell’altro troncone. Esso include le stive n° 1 e n° 2 che, al 2024, non sono ancora esplorate. Il troncone principale è invece sulla chiglia e va dall’estrema poppa fino alla sovrastruttura centrale, ad eccezione della parte che ospitava la plancia di comando e che è probabilmente distrutta. Esso include la sala macchine e le stive n° 3 e n° 4. L’elica, a 3 pale, è al suo posto e all’interno dello scafo, in uno dei copertini, vi è l’elica di rispetto. Il castello di poppa contiene una timoniera ausiliaria molto particolare che comprende due grossi timoni in bronzo e un telegrafo di macchina. L’albero è eretto e cosi le coppie di bighi di carico delle stive n° 4 e n° 2.
Le stive contengono numerosi camion, autovetture, sidecar, almeno tre pezzi di Flak 20mm e almeno due proiettori da 60mm; sono anche visibili un certo numero di elmetti, armi individuali e buffetteria, oltre ad una moltitudine di casse, carretti e contenitori di ogni tipo.
ESPLOSIVI E IDROCARBURI
Non si sono notati grosse quantità di materiali esplosivi anche se è quasi certo che il relitto contenga almeno un buon numero di proiettili di artiglieria. Affacciandosi alle stive del troncone di prua, ancora inesplorato, si vedono decine di fusti di carburante.
LA VITA SUL RELITTO
Il relitto dell’INGO è ricchissimo di vita marina di ogni genere. Grossi pesci stanziali quali cernie brune, cernie americane, dotti, dentici, saraghi, corvine, ed è frequentato da grosse ricciole. Moltissime le reti perdute e i filamenti che ricoprono il relitto che è continuamente soggetto a pesca svolta con vari sistemi e attrezzature.
IL MODELLO
Il modello tridimensionale del relitto è il risultato di 24.000 fotografie scattate nel corso della campagna del 2024. La loro realizzazione ha richiesto circa 8 ore di tempo di fondo sul relitto, mentre la loro successiva elaborazione ha richiesto numerose giornate di computo.
Fotografi: M. Arena, S. Gualtieri, C. De Seta.
Elaborazioni: S. Gualtieri, K. Beemster Leverenz, N.S. Arena.
VIAGGIO NEL RELITTO TRIDIMENSIONALE
Fotogrammetria 3D del relitto liberamente visitabile
Video immersivo a 360° risoluzione fino a 8K in 3D visualizzabile con smartphone, laptop o
head set “Un tour del Ingo con SDSS”
Il file 3D per stamparlo con una stampante 3D
Virtual tour del relitto in una ricostruzione virtuale
Manifesto di carico
Foglio planimetria della nave
Video bonus di alcuni relitti della battaglia dei convogli