LA STORIA

L’EGADI era un piccolo piroscafo passeggeri di 861 tonnellate di stazza lorda, che effettuava la linea postale tra la Sicilia e le sue isole minori meridionali. Era stato costruito dai cantieri Breda di Marghera nel 1929 ed apparteneva alla Società Anonima di Navigazione La Meridionale. Misurava 62,7 metri di lunghezza per 9,05 di larghezza.

In servizio dal 1929, copriva la tratta Trapani, Marsala, Mazara del Vallo, Favignana, Marettimo, Linosa, Lampedusa, Pantelleria, e non interrompeva il suo servizio durante la guerra.

La notte sul 31 agosto 1941 mentre era in navigazione da Lampedusa verso Pantelleria con a bordo 109 persone tra membri dell’equipaggio e passeggeri, la maggior parte dei quali erano militari delle varie forze armate, l’EGADI era avvistato dal radar di un ricognitore Swordfish decollato da Malta che segnalava subito la scoperta. Cinque aerosiluranti dell’830° Squadron della Fleet Air Arm decollavano da Malta per intercettarlo e lo colpivano con un siluro a prua, sul lato di sinistra. L’Egadi affondava alcune ore dopo. Nell’affondamento persero la vita 44 persone.

Fonti principali:
L. Colombo, http://conlapelleappesaaunchiodo.blogspot.com/2015/05/egadi.html, (2023).

Foto: Fondazione ISEC, Sesto San Giovanni – Archivio Storico Ernesto Breda, sezione fotografica

IL RELITTO

Il relitto dell’EGADI fu ritrovato nel 2009 da una squadra della SDSS (M. Arena, M. Cottafava) in posizione 35°37’N, 012°11’E, circa 22 miglia a NO di Lampedusa su un fondale di 76 metri, sulla chiglia. Il relitto si presenta in un unico troncone con due grandi squarci ai lati dello scafo in corrispondenza dell’inizio del castello di prua che è quasi completamente staccato dal resto dello scafo. I due piccoli cannoni con cui era armato sono al loro posto, con le canne che puntano verso il cielo in direzione della poppa.

Molti pannelli di lamiera dello scafo sono staccati e abbattuti sul fondo. La struttura che ospitava la plancia è abbattuta e ricoperta da una o più grosse reti da pesca. La tuga della sala macchine è eretta e conserva un mozzicone del fumaiolo, così come eretta è la tuga a poppa della nave.

L’elica è al suo posto. La campana della nave era rinvenuta, abbattuta al suolo e poggiata sotto il cannone di prora, nel 2019. La campana era recuperata su incarico della Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia per essere esposta in un museo.

Tagliando e rimuovendo parzialmente una grossa rete, erano rinvenute una caratteristica chiesuola della bussola abbattuta e semi-sepolta dai rottami e la colonnina della timoniera, entrambe recuperate su incarico della Soprintendenza del Mare per restaurarle ed esporle in un museo.

Nel 2020, nel corso di un’operazione in collaborazione con l’organizzazione Ghost Divers, si recuperava una grossa rete a strascico che ricopriva la poppa del relitto.
Lo spettacolare relitto dell’EGADI è stato posto sotto un regime di protezione dalle autorità italiane.

 

IL MODELLO

Il modello tridimensionale dell’EGADI è stato ottenuto con circa 9000 fotografie scattate nel 2021, 2022 e 2023. La sua elaborazione ha richiesto molte giornate di computo e di lavoro.

Fotografie: S. Gualtieri, M. Giaretta, F. De Gado, M. Arena.
Elaborazioni: S. Gualtieri, K. Beemster Leverenz, N.S. Arena

VIAGGIO NEL RELITTO TRIDIMENSIONALE

Fotogrammetria 3D del relitto liberamente visitabile

Video immersivo a 360° risoluzione fino a 8K in 3D visualizzabile con smartphone, laptop o

 head set “Un tour dell’Egadi con SDSS”

Il file 3D per stamparlo con una stampante 3D

Virtual tour del relitto in una ricostruzione virtuale

Manifesto di carico

Foglio planimetria della nave

Video bonus di alcuni relitti della battaglia dei convogli