LA STORIA
L’ADANA era un piroscafo di 4205 tonnellate di stazza lorda costruito nel 1922 dai cantieri Vulcan di Amburgo e di proprietà della Deutsche Levante Linie di Amburgo. Misurava 115,1 metri di lunghezza per 15,5 di larghezza ed aveva un cassero centrale, quattro stive e due alberi.
La sera del 13 aprile 1941 salpava in convoglio dal porto di Napoli, diretta a Tripoli. Si trattava del 20° convoglio per il trasporto in Libia di uomini e materiali del contingente iniziale dell’Afrika Korps e per l’ADANA questo era il 5° trasporto su queste rotte. Il convoglio era composto da cinque navi mercantili, i tedeschi ARTA, AEGINA, ADANA e ISERLOHN, che trasportavano materiali, veicoli e un contingente di 1.042 uomini e dal piroscafo italiano SABAUDIA, carico di munizioni. Il convoglio era scortato da tre cacciatorpediniere italiani, il TARIGO, il LAMPO ed il BALENO.
Nel corso della navigazione, nella mattinata del 15 aprile, nei pressi di Capo Bon, il convoglio fu avvistato da un ricognitore Martin Mariland che cominciò a tallonare il convoglio segnalandone i progressi a Malta. Il ricognitore era stato a sua volta avvistato dalle navi della scorta al convoglio, che richiedevano assistenza aerea, ma il maltempo impediva l’intervento di ricognitori e caccia italiani e tedeschi.
Alle 18:30 salpavano da Malta per intercettare il convoglio i cacciatorpediniere della 14a Destroyer Flottilla, JERVIS, JANUS, NUBIAN e MOHAWK, al comando del Capitano di Vascello Philip John Mack, tre dei quali erano dotati di radar.
Poco prima delle 2 di notte del 16 aprile, i radar dei cacciatorpediniere britannici avvistavano il convoglio e i caccia manovravano, non visti, per disporsi in modo favorevole per l’attacco, con la luna di fronte, brandeggiando cannoni e tubi lanciasiluri. Alle 2:20 le navi britanniche aprivano il fuoco dalla coda del convoglio e dalla distanza di soli 2000 metri. Il piroscafo SABAUDIA che nel convoglio aveva la posizione più arretrata era colpito tra i primi ed il suo carico di munizioni esplodeva paurosamente disintegrando la nave senza superstiti nell’equipaggio; nella confusa mischia che seguì,. il piroscafo ARTA tentava di speronare una unità nemica che lo evitava di poco contro-manovrando. Il LAMPO e il BALENO erano colpiti subito e pur tentando una reazione erano rapidamente posti fuori combattimento. I caccia britannici crivellavano di cannonate e siluri una nave dopo l’altra, ed il convoglio fu completamente distrutto. Il TARIGO, in affondamento, riusciva a lanciare due siluri contro uno degli attaccanti, il MOHAWK, che affondava anch’esso. Oltre 700 uomini tra equipaggi e truppe trasportate persero la vita nel combattimento e nell’affondamento delle navi.
Il relitto del LAMPO, semi-affiorante, sarà poi recuperato e riprenderà servizio nel maggio 1942. Affonderà nuovamente il 30 aprile 1943.
Il relitto dell’ADANA era visto ancora galleggiante e in fiamme la mattina del giorno dopo ed affonderà lentamente nel pomeriggio.
IL RELITTO
Dopo la guerra, la ditta di recuperi navali MICOPERI demoliva le navi del convoglio che erano affondate in bassa profondità. L’ADANA sembra essere l’unico relitto del convoglio Tarigo rimasto conservato e non demolito.
Il relitto fu ritrovato nel 2008 da un team della SDSS (M. Arena, M. Cottafava), in posizione 34,38°N, 11,83°E, circa 38 miglia al largo delle Kerkennah e 88 miglia a SO di Lampedusa, su un fondale di 60 metri. Il relitto poggia sulla chiglia, intero dalla prua alla poppa, con un grosso squarcio sul fianco destro all’altezza della sala macchine che è devastata forse a causa dell’esplosione di un siluro. I due alberi sono eretti per metà della loro altezza originale. Le stive della nave contengono fusti di carburanti, alcune decine di grosse bombe da aereo, una grande quantità di proiettili di artiglieria, numerosi rotoli di miccia detonante, pezzi di ricambio per aerei, carretti per il rifornimento di olio lubrificante negli aeroporti, alcuni autoveicoli.
Dopo la prima immersione nel 2008, il relitto non era più visitato fino al 2019. In questo lasso di tempo, la sovrastruttura che ospitava la plancia della nave è completamente crollata. Un altro impressionante cambiamento che si è riscontrato è l’estirpazione del cannone scudato da 120 mm che era posto a poppa. Si ritiene che entrambe queste grosse alterazioni siano state causate dall’azione di reti impigliate sul relitto nel corso di battute di pesca e dei conseguenti tentativi di liberarle effettuati dal peschereccio, tirando con i suoi motori a tutta forza.
ESPLOSIVI E IDROCARBURI
Le stive della nave contengono un certo numero di bombe da aereo (almeno una trentina, probabilmente di più), alcune bombe incendiarie ed una notevole quantità di casse di proiettili da artiglieria.
LA VITA SUL RELITTO
Il relitto dell’ADANA è ricchissimo di vita marina di ogni genere, dalle spugne e altri organismi incrostanti ai grossi pesci stanziali e pelagici. Sul relitto si possono incontrare cernie brune, cernie americane, dotti, dentici, ricciole, saraghi, corvine, castagnole.
IL MODELLO
La fotogrammetria è stata realizzata con l’elaborazione di oltre 17.000 fotografie scattate nel 2023 nel corso di sei immersioni. L’elaborazione del modello ha richiesto molte giornate di computo.
Foto: S. Gualtieri, M. Arena.
Elaborazione: S. Gualtieri, K. Beemster Leverenz, N. Arena.
VIAGGIO NEL RELITTO TRIDIMENSIONALE
Fotogrammetria 3D del relitto liberamente visitabile
Video immersivo a 360° risoluzione fino a 8K in 3D visualizzabile con smartphone, laptop o
head set “Un tour dell’Adana con SDSS”
Il file 3D per stamparlo con una stampante 3D
Virtual tour del relitto in una ricostruzione virtuale
Manifesto di carico
Foglio planimetria della nave
Video bonus di alcuni relitti della battaglia dei convogli