LA STORIA
La LUPO era una torpediniera della serie Alcione della classe Spica, costruita nei Cantieri del Carnaro di Fiume e varata nel 1937. Era lunga 81,42 metri, larga. 7,92 ed aveva una stazza di 1050 tonnellate a pieno carico. Il suo armamento era composto da tre cannoni da 100/47, otto mitragliere da 13,2 mm (sostituite nel 1941 da otto mitragliere da 20/65 mm), quattro tubi lanciasiluri da 450 mm e due lanciabombe di profondità. Entrava in servizio per la Regia Marina italiana il 20 febbraio 1938.
All’entrata dell’Italia in guerra, la LUPO era caposquadriglia dell’VIII Squadriglia Torpediniere, di base a Rodi.
A seguito di una coraggiosa azione di difesa di un convoglio che trasportava truppe tedesche nel contesto delle operazioni di invasione dell’isola di Creta, attaccato da una forza di tre incrociatori e quattro cacciatorpediniere britannici, la LUPO fu insignita della Medaglia d’Argento al Valor Militare, mentre al suo comandante, Capitano di Fregata Francesco Mimbelli, fu assegnata la Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Dopo un’intensa attività nelle acque dell’Egeo, a partire dalla metà del 1942 la LUPO iniziava ad operare anche sulle rotte per la Libia per la scorta di convogli.
Il 30 novembre 1942 la LUPO salpava da Napoli al comando del capitano di corvetta Giuseppe Folli per scortare il convoglio “C”, composto dai piroscafi CHISONE e VELOCE, diretto a Tripoli, insieme alle torpediniere SAGITTARIO (poi rientrata a Trapani per avaria) ARDITO e ARETUSA.
Intorno alle 2000 del 2 dicembre, il convoglio era attaccato da aerosiluranti Albacore degli Squadrons 821° e 828°, decollati da Malta. Nel corso dell’attacco, il piroscafo VELOCE, dopo aver abbattuto uno dei velivoli attaccanti, era colpito da un siluro ed immobilizzato in fiamme. La LUPO rimaneva sul posto per prestare assistenza, mentre il resto del convoglio proseguiva per Tripoli.
Nel corso delle operazioni di salvataggio dei naufraghi, intorno alle 2330, le navi furono attaccate dalla Forza K, proveniente da Malta e composta dai cacciatorpediniere britannici JERVIS, NUBIAN, KELVIN e JAVELIN. Colta completamente di sorpresa e fatta segno del tiro dei cannoni di 4 cacciatorpediniere, la LUPO non ebbe modo di reagire ed affondò in pochi minuti. Le navi britanniche finirono poi anche il VELOCE a cannonate, affondandolo, prima di eclissarsi nella notte.
Dell’equipaggio della LUPO si salvarono solo 29 uomini, raccolti dalla torpediniera ARDENTE la mattina dopo. Persero la vita 134 uomini tra ufficiali, sottufficiali e marinai, tra cui il comandante Folli.
IL RELITTO
Il relitto della LUPO fu rinvenuto da una squadra della SDSS (M. Arena, M. Cottafava, L. Pasqui e D. Gualdani) nel 2011, in posizione 34°27’N, 11°28’E, circa 96 miglia a SO di Lampedusa e 20 miglia al largo delle isole Kerkennah. Il relitto giace a 50 metri di profondità, in un unico troncone, sbandato di circa 30° sulla dritta, con l’estremità di dritta del ponte di coperta praticamente a contatto con il fondale. Gli ultimi metri della prora sono spezzati in una sezione piegata perpendicolarmente a sinistra del resto dello scafo.
Il cannone da 100 mm di prua è al suo posto, brandeggiato di 5° a destra della prua, con un alzo di circa 20°. I pezzi da 100 mm n°3 e 4, a poppa, sono rispettivamente brandeggiati al traverso a destra, con alzo 0, il n°3, e a 45° rispetto lo scafo e alzo di circa 20° il n°4. L’impianto lanciasiluri binato di poppa è al suo posto, brandeggiato di 45° a sinistra rispetto allo scafo; le due teste belliche dei siluri sono cadute al suolo, sulla coperta del relitto confuse tra i rottami e le reti. L’impianto a proravia, che nel 2011 era anch’esso eretto e brandeggiato a destra, è stato abbattuto da una rete che ha divelto i due tubi di lancio e che ora ricopre tutto l’impianto. Una delle teste belliche è al suolo, sul ponte della nave. Sulla fiancata di sinistra, all’altezza della sovrastruttura che ospitava la plancia, si trova una mitragliatrice binata da 20/65.
Per il resto, la nave è completamente devastata e ricoperta da reti. Di certo, parte della devastazione è dovuta al combattimento e alla dinamica dell’affondamento, ma le reti impigliate sul relitto nel corso degli anni hanno compiuto una gran parte dello scempio. Tra la prima immersione condotta nel 2011 e quelle effettuate dieci anni dopo, nel 2021, la condizione del relitto e notevolmente peggiorata: la struttura della plancia, che nel 2011 era chiaramente distinguibile e parzialmente eretta, ora è completamente abbattuta e ricoperta da reti al punto da non essere più riconoscibile. In generale, è un gran peccato che un tale relitto storico, una gloriosa nave e un cimitero di guerra, sia deturpato in questo modo.
In più occasioni ci si è recati sul relitto con l’intento di ripulirlo almeno parzialmente dalle reti e alcune reti sono state rimosse in collaborazione con l’organizzazione Ghost Divers, specializzata in queste operazioni. Ma la quantità di reti che ricoprono il relitto è tale da essere scoraggiante e sarebbero necessarie molte immersioni dedicate prima di ottenere un risultato apprezzabile.
Il fondale nei pressi del relitto è composto da sedimento fine e fangoso e sul sito del relitto si è sempre trovata acqua torbida con scarsa visibilità.
ESPLOSIVI E IDROCARBURI
Almeno tre teste belliche dei siluri sono visibili tra i rottami della nave. Inoltre è da presumere che un certo numero di bombe di profondità siano presenti sul relitto, coperte dalle reti.
LA VITA SUL RELITTO
Il relitto della LUPO è popolato organismi incrostanti, spugne, alghe, dotti, cernie, dentici, saraghi e castagnole. Data la quantità di reti a circuizione che si trovano perdute sul relitto, è da supporre che sia frequentato anche da banchi di ricciole.
IL MODELLO
Il modello stata realizzata con l’elaborazione di circa 11.000 fotografie scattate nel 2023 nel corso di quattro immersioni. L’elaborazione del modello ha richiesto alcune giornate di computo.
Foto: S. Gualtieri, M. Arena, C. De Seta.
Elaborazioni: S. Gualtieri, K. Beemster Leverenz, N.S. Arena.
VIAGGIO NEL RELITTO TRIDIMENSIONALE
Fotogrammetria 3D del relitto liberamente visitabile
Video immersivo a 360° risoluzione fino a 8K in 3D visualizzabile con smartphone, laptop o
head set “Un tour del Lupo con SDSS”
Il file 3D per stamparlo con una stampante 3D
Virtual tour del relitto in una ricostruzione virtuale
Manifesto di carico
Foglio planimetria della nave
Video bonus di alcuni relitti della battaglia dei convogli