IL PROGETTO
Avviato nei primi anni 2000 dalla SDSS, il progetto si concentra sul censimento e la documentazione dei relitti aerei e navali legati alla Battaglia dei Convogli del Mediterraneo, avvenuta durante la Seconda Guerra Mondiale. L’obiettivo principale è utilizzare il fascino e l’interesse suscitati dai relitti sommersi come mezzo per raccontarne le storie e riportare questi eventi alla memoria collettiva. Ad oltre ottant’anni dagli accadimenti, si vuole rendere omaggio alle decine di migliaia di giovani uomini di molte nazioni che furono coinvolti, soffrirono e persero la vita nel corso di questa battaglia.
I relitti rappresentano un patrimonio storico straordinario che, sebbene sommerso e remoto, merita di essere conosciuto, apprezzato e protetto dalle numerose minacce a cui è esposto. La SDSS si impegna nella documentazione di questi relitti come primo passo fondamentale verso la loro tutela e protezione, promuovendo politiche e misure volte a garantire che il loro naturale decadimento non venga accelerato da cause antropiche. Per i relitti situati nelle acque della Sicilia e delle sue isole satellite, il progetto si svolge in collaborazione con la Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia e con il Museo del Mare di Palermo.
Un subacqueo SDSS documenta un trattore Fiat-OCI 708 CM (Cingolato Militare) della Regia Aeronautica italiana ai piedi del relitto del piroscafo BEATRICE C. Foto: SDSS – Fede De Gado.
Un subacqueo SDSS illumina il cannone poppiero del piroscafo VELOCE. Foto: SDSS – Keith Kreitner
Nell’ottica di perpetuare la memoria degli eventi e proteggere il patrimonio storico costituito dai relitti, il progetto si propone anche di favorire l’istituzione formale di “luoghi sommersi della memoria” e di “cimiteri di guerra sommersi” per i relitti di particolare valenza storica.
Nel corso degli anni, sono stati individuati decine di relitti navali a profondità comprese tra i 34 e i 137 metri, la maggior parte dei quali è stata identificata. Su ogni relitto visitato è stata prodotta documentazione video, con una qualità variabile da mediocre a discreta.
Su alcuni dei relitti la documentazione prodotta è invece più estesa ed include video di migliore qualità, fotografie artistiche, video 360°-stereo e fotogrammetria tridimensionale. Questa vasta documentazione è conservata nell’archivio della SDSS. Sul sito web è stata pubblicata una selezione di questo materiale, limitata ai relitti per i quali è stata realizzata la fotogrammetria e il modello tridimensionale.
Un carro comando M40 italiano in una stiva del piroscafo BAINSIZZA. Foto: SDSS – Laura Pasqui
La prua dell’incrociatore ausiliario LAGO TANA a 120 metri di profondità. Foto: SDSS – Claudio Provenzani
Il progetto è ancora in corso e, ci auguriamo, proseguirà per molti anni. Tra gli obiettivi futuri, ci proponiamo di aumentare il numero di relitti documentati e di migliorarne la documentazione.
Le principali direzioni future includono:
- Continuare la realizzazione di fotogrammetrie per i relitti già individuati.
- Creare fotogrammetrie degli ambienti interni dei relitti e integrarli nei modelli tridimensionali.
- Implementare nuove tecnologie per la fruizione dei modelli e migliorare l’esperienza virtuale dei visitatori.
- Ampliare l’offerta di documentazione storica.
- Proseguire la documentazione dei relitti connessi alla Battaglia dei Convogli nelle acque italiane.
- Estendere la documentazione ai relitti nelle acque nazionali di Tunisia, Libia e Grecia, previa autorizzazione e collaborazione con le autorità locali.
- Documentare i relitti situati a profondità superiori ai 150 metri, utilizzando ROV e mini-sommergibili.
- Approfondire i dati e le informazioni circa il potenziale impatto inquinante dei relitti.
Siamo aperti a collaborazioni con istituzioni, imprese e organizzazioni interessate a contribuire a queste attività.
Ti invitiamo a supportare il nostro lavoro acquistando l’accesso ai contenuti premium del sito o effettuando una donazione. La SDSS è un’associazione senza scopo di lucro e i proventi del sito e delle donazioni sono destinati esclusivamente a sostenere le costose attività di esplorazione, documentazione e divulgazione.
Il peschereccio GIOEL comandato da Mario Brischetto è stata l’imbarcazione di appoggio per 8 spedizioni SDSS.
UN LOGO, UNA STORIA
Il triangolo a strisce bianche e rosse che abbiamo scelto come logo per il museo virtuale StoriaSommersa è molto più di un lavoro grafico, è un omaggio alla memoria di una storia da non dimenticare. Vi raccontiamo perché…
Durante tutto il corso del conflitto navale nel Mediterraneo, la Regia Marina italiana fu gravemente penalizzata dalla mancanza di una componente aerea marittima, fondamentale in una guerra aero-navale come quella che si fronteggiava. I suoi avversari britannici disponevano sia di portaerei che sempre accompagnavano le squadre da battaglia in mare, sia degli aerei della Fleet Air Arm (FAA) basati a terra, addestrati per operare nella guerra marittima in congiunzione alla flotta e posti ai diretti ordini dei comandanti in mare. Gli aerei rivestivano un ruolo cruciale in termini di ricognizione, di protezione e di attacco.
Per la Regia Marina, la richiesta dell’intervento aereo doveva avvenire con una farraginosa e lunga procedura che prevedeva la richiesta da parte del comando in mare al comando superiore della Marina (SUPERMARINA), che a sua volta doveva inoltrare la richiesta al comando superiore dell’Aeronautica (SUPERAEREO), che dava poi disposizione alle squadre operative. Il risultato di questo iter era che gli aerei giungevano quasi sempre troppo tardi. Inoltre, aviazione e marina non si erano preparate ad operare in modo coordinato e non si erano quasi mai addestrate congiuntamente per le operazioni in mare. Per di più, gli aerei non avevano radio e non avevano quindi modo di comunicare con le navi.
Queste gravissime deficienze si fecero sentire fin da subito ed ebbero effetti deleteri. A farne le spese furono, per primi, gli equipaggi in mare.
Nel corso del primo contatto tra le due flotte, conosciuto come “Battaglia di Punta Stilo” o per i britannici “Battaglia di Calabria”, che si verificò il 9 luglio 1940 a circa 30 miglia a est di Punta Stilo (Calabria), gli aerei italiani, richiesti fin da prima dell’inizio dello scontro dal comandante in mare della flotta, ammiraglio Indigo Campioni, giunsero sulla scena a battaglia ormai finita e quando le due flotte avevano perso il contatto e si stavano allontanando. I 126 bombardieri attaccarono le navi britanniche con il lancio di bombe da 3.000 metri di quota senza ottenere risultati e almeno una cinquantina di essi portarono i loro attacchi, per errore, sulle navi italiane scambiandole per unità britanniche, fortunatamente senza colpirle. Uno degli aerei fu però abbattuto dal fuoco contraereo italiano.
Per quanto incresciosi ed a volte ingiustificabili, è bene considerare che incidenti di tale sorta avvennero su tutti i fronti e per tutti i belligeranti nel corso della guerra.
In seguito a questo incidente, la Regia Marina adottò la pratica di dipingere le prue delle unità navali con strisce bianche e rosse, per renderle riconoscibili dall’alto. Questo schema di colori fu mantenuto fino alla fine delle ostilità.
Il logo di StoriaSommersa si ispira a questa colorazione e vuole ricordare il coraggio di tutti coloro che si batterono, soffrirono o persero la vita durante gli scontri in mare.
IL CAMPO DI BATTAGLIA
La maggior parte dei convogli diretti in Libia partiva da Napoli e, in misura minore, da altri porti dell’Italia meridionale. In questi porti erano fatti confluire le forniture e i materiali prodotti nei centri industriali italiani e di tutta l’Europa occupata dai tedeschi, ed erano caricati su navi mercantili requisite per le esigenze di guerra. Le navi erano poi raggruppate in piccoli convogli di 2-6 navi che erano avviati verso i porti di Tripoli o Bengasi, in Libia, con la scorta di unità della Regia Marina italiana e dell’aviazione italiana e tedesca.
Carta nautica del dicembre 1941 della Regia Marina con indicati i punti di affondamento delle navi. USMM
Molti dei convogli erano fatti navigare lungo le “rotte meridionali”, che scendevano verso la Sicilia, passavano al largo delle isole Egadi, attraversavano il Canale di Sicilia giungendo nei pressi del Capo Bon, in Tunisia, per poi seguire verso sud ad una certa distanza dalle coste della Tunisia e dalla serie di boe che segnalavano le secche di Kerkennah, giungendo infine a Tripoli o Bengasi in Libia. Altri convogli erano invece avviati lungo le “rotte settentrionali” che generalmente passavano attraverso lo Stretto di Messina per poi seguire una rotta più o meno diretta verso i porti di Tripoli o Bengasi. Queste rotte attraversano il Mar Ionio, caratterizzato da profondità di molte centinaia o migliaia di metri.
I relitti documentati si trovano perlopiù in acque internazionali, lungo quelle che erano le “rotte meridionali” dei convogli diretti in Libia. I fondali lungo queste rotte sono estensioni della piattaforma continentale africana, che si estende per diverse decine di miglia dalla linea di costa ed è caratterizzata da numerosi banchi che riducono le profondità a poche decine di metri, prima di scendere gradualmente verso le piane abissali. Vaste porzioni dei fondali di quest’area sono a profondità raggiungibili con sistemi di immersione SCUBA, consentendo di esplorare e documentare i relitti.
LE OPERAZIONI
Fin dal 2006 la SDSS è impegnata in campagne annuali di esplorazione e documentazione dei relitti del Mediterraneo Centrale della durata media di un mese. La base per la maggior parte delle campagne esplorative è l’isola di Lampedusa, da dove partono le escursioni in alto mare verso le rotte che furono seguite dai convogli. Alcune delle campagne hanno invece avuto base in località della costa siciliana, della penisola italiana e della Sardegna, in Tunisia e a bordo di navi da ricerca.
Il principale mezzo utilizzato per la localizzazione dei relitti in alto mare sono le informazioni ottenute dai pescatori lampedusani, siciliani e tunisini che, pur non sapendo esattamente di quali navi si tratti, conoscono le posizioni dei relitti sul fondale marino. Diversi tipi di pesca sono infatti praticati direttamente sui relitti, ricchissimi di vita marina e molto pescosi, mentre per altre forme di pesca, quali la pesca a strascico, è invece importante. conoscere la posizione dei relitti sul fondale in modo da evitare di impigliarvi le reti. Per molti anni le escursioni sono state effettuate a bordo di piccoli pescherecci.
Subacquei SDSS si preparano per un’immersione.
Un team SDSS si prepara per un’immersione in alto mare.
Le escursioni in alto mare hanno una durata media di due o tre giorni durante i quali sono visitati, esplorati e documentati un certo numero di relitti. Al rientro si procede poi ad organizzare i materiali raccolti e alle preparazioni per la successiva uscita in mare.
Alle campagne di ricerca hanno partecipato e partecipano ogni anno alcune decine di subacquei tecnici della SDSS provenienti da molte nazioni del mondo. I volontari includono abili fotografi subacquei, cameramen, esperti di fotogrammetria, biologi marini, ingegneri ed esperti dell’IT.
L’alloggio dei subacquei SDSS durante le tre notti delle escursioni in mare.
L'IDENTIFICAZIONE DEI RELITTI
L’identificazione dei relitti si presenta spesso come un problema di non immediata soluzione ed a volte possono trascorrere anni prima di riuscire a stabilire l’identità di un relitto che si è visitato e documentato. Infatti, se per le unità militari nella maggioranza dei casi si è in grado di identificare il relitto piuttosto facilmente, per le unità mercantili l’identificazione è meno semplice, in molti casi non immediata e non esente da incertezze ed errori.
L’identificazione può essere ottenuta attraverso vari aspetti e caratteristiche, quali ad esempio:
Le misure di lunghezza e larghezza della nave
Misure parziali
La sequenza ed il tipo di alberatura e bighi di carico
Il numero di eliche ed il numero di pale dell’elica
I profili dello scafo
Il numero e la disposizione delle stive di carico
Il carico della nave
I danni subiti nell’evento che ha causato l’affondamento
La posizione geografica del relitto
Oggetti e dotazioni di bordo presenti sul relitto
Infine, la combinazione di più tra questi fattori
Un subacqueo SDSS sopra al boccaporto di una stiva di un piroscafo non ancora identificato a 120 metri di profondità.
Una vista della sezione poppiera del piroscafo ADANA. Foto: SDSS – Stella Del Curto
La fotogrammetria del piroscafo VELOCE ha richiesto 34.000 fotografie in HD, realizzate in 12 ore di immersioni.
Grado 1: Ancora non si ha idea circa l’identità del relitto.
Grado 2: Si attribuisce un’identificazione “di comodo”, in genere quella di una nave che si sa essere affondata nella zona, ma gli elementi per l’identificazione sono deboli e approssimativi.
Grado 3: Si hanno alcuni elementi che fanno ritenere plausibile l’identificazione attribuita. Essa però non si basa ancora su dati solidi, e potrebbe ben essere errata.
Grado 4: L’identificazione è molto probabile, o quasi certa, anche se mancano elementi definitivi.
Grado 5: L’identificazione è certa e definitiva, in quanto provata dal rinvenimento di caratteristiche quali il nome, la campana, la targa di costruzione dello scafo o della macchina, o altri oggetti che confermano l’identità del relitto. Il grado 5 può essere attribuito anche ad unità militari o mercantili, quando un’analisi precisa di misure, armamenti, dettagli dello scafo e posizione del relitto confermano la sua identità al di là del dubbio.
RICONOSCIMENTI E RINGRAZIAMENTI
La pubblicazione di questo sito web e l’elaborazione dei materiali che contiene hanno richiesto anni di impegno e una vasta gamma di operazioni, comprese avventure in alto mare, ricerche d’archivio, immersioni tecniche e la creazione di contenuti multimediali come fotografie, video, video a 360°, fotogrammetrie e report. Inoltre, il progetto ha comportato elaborazioni informatiche, montaggi video, soluzioni grafiche e molto altro.
Nel corso degli anni, il progetto è stato sostenuto principalmente dall’autofinanziamento dei volontari e, in parte, dal contributo della SDSS, reso possibile grazie alla generosità di donatori privati e sponsor, a cui va la nostra profonda gratitudine. La realizzazione del sito web ha inoltre beneficiato di un finanziamento europeo del Programma Operativo Nazionale “Cultura e Sviluppo” 2014-2020.
Esprimiamo un sentito ringraziamento a tutti i volontari della SDSS che, con il loro impegno, talento, dedizione e passione, hanno reso possibile questo progetto. L’elenco seguente include i volontari (fino al 2024), suddivisi tra subacquei, con il numero di campagne a cui hanno partecipato e le loro qualifiche, e coloro che hanno contribuito all’elaborazione e creazione dei contenuti del sito. Speriamo di non aver dimenticato nessuno…
Rientro in barca dopo un’immersione.
SUBACQUEI
Alberto Ferrandi (4) fotogrammetrie; Amedeo Polito (1); Andrea Scaccianoce (3) action-camera; Andrew Cronan (1); Antoine Dulac (1); Ben Oortwjin (3); Brian Shrouder (1); Carlo Guidetti (3) action-camera; Caterina De Seta (5) fotogrammetrie; Claudio Provenzani (2) fotografo; Daniele Gualdani (2); Davide Dal Molin (3) action-camera; Davide De Benedictis (1); Davide Felicetti (1); Derk Remmers (3) fotografo; Edo Salaj (2) action-camera; Elena Romano (1) illuminazione; Fabio Dal Molin (1); Fabio Leonardi (2) video; Faisal Khalaf (1); Federico De Gado (4) video; Francesco Spaggiari (3); Garreth Ingham (1); Henning May (2) action-camera e campionature; Hens van Oeveren (3); Jarrod Jablonski (1); Jerome Descampes (1) video; Jin Hui (1) action-camera; Joseph Chroust (1); Kees Beemster Leverenz (1) fotogrammetrie, fotografo; Keith Kreitner (5) video e fotografo; Ivan Wagner (1) action camera; Laura Marroni (2) campionature; Laura Pasqui (3) fotografo; Linda Pasolli (1); Lodovico Venturoli (1) fotografo; Marcel Wielke (1); Marcello Iacca (1); Marco -Manny- Cottafava (6) video; Mario Arena (16) video, fotogrammetrie, report; Massimiliano Di Berardino (2); Matteo Giaretta (3) fotogrammetrie; Max Franchi (2); Moreno Marciano (1); Pascal van Erp (3); Peter Brandt (3) fotogrammetrie; Piero Labò (6) fotogrammetrie; Raffaele Mazza (3) illuminazione; Roberto Picciol (2); Rocco Cannella (1) video e fotografo; Simone Carletti (1) action-camera; Simone Castellini (1); Stefano Gualtieri (6) video 360°-3d, fotogrammetrie, fotografo; Steffen Sholtz (1) action-camera; Stella Del Curto (3) fotografo.
Una squadra SDSS posa durante una pausa a Lampedusa. Foto: SDSS – Keith Kreitner
Redazione ed elaborazione dei materiali su Underwaterhistory.org
- Mario Arena (testi e selezione materiali)
- Stefano Gualtieri (coordinamento, fotogrammetrie e montaggio video 360°)
- Kees Beemster Leverenz (fotogrammetrie e rendering)
- Nicole Savannah Arena (struttura grafica, elaborazioni grafiche e montaggi video)
- Lorenzo Dallara (programmazione HTML)
- Matteo Monticciolo (programmazione HTML e file per la stampa 3D)
- Peter Brandt (soluzioni per le fotogrammetrie)
- Microfilla srl (realizzazione e ottimizzazione web)
- Marco Di Virgilio (realizzazione e ottimizzazione web)
Un ringraziamento speciale va a Mario Brischetto ed Antonio Brischetto, pescatori professionisti di Lampedusa, per la loro guida nelle avventure in alto mare con le imbarcazioni PAMELA, MARIKA e GIOEL, e per averci portato su gran parte dei relitti che abbiamo esplorato e documentato.
Ringraziamo anche Simone D’Ippolito, co-titolare del Diving Center Pelagos di Lampedusa, che ha supportato le prime due spedizioni con la sua imbarcazione COBRA.
SPONSOR STRUMENTALI
Il progetto ha goduto del supporto di aziende leader nella produzione di attrezzature per la subacquea tecnica ed esplorativa che ci hanno seguito e supportato con condizioni speciali di fornitura e in alcuni casi con donazioni. La nostra sincera gratitudine va in particolare a:
- SUEX srl: per averci sempre fornito a condizioni convenienti i suoi insostituibili scooter subacquei e per averci a più riprese supportato finanziariamente;
- DAN Europe: per averci assistito nell’elaborazione dei piani di sicurezza per le immersioni alto mare e per averci fornito consulenza e materiali di primo soccorso;
- K01: per averci donato i preziosi cappucci e gli indumenti per la protezione termica in immersione;
- HALCYON mfg: per le forniture a condizioni vantaggiose dell’intera gamma dei loro prodotti per immersioni tecniche ed esplorative;
- DUI ltd: per le forniture a condizioni vantaggiose delle loro ottime mute stagne;
- Scubalandia: per le attrezzature subacquee e le generose sponsorizzazioni;
- COLTRI SUB: per i compressori e la generosa sponsorizzazione;
- EASY DIVE: per le condizioni vantaggiose di fornitura di custodie subacquee per le telecamere e di sistemi di illuminazione
- Diving Center Pelagos: per il supporto operativo a Lampedusa
ALTRI FONDAMENTALI CONTRIBUTI
Infine, un sincero ringraziamento a tutte le organizzazioni, individui e istituzioni che hanno facilitato le operazioni e contribuito direttamente o indirettamente alle ricerche storiche e all’elaborazione dei materiali raccolti. Tra questi, il nostro riconoscimento va a:
Lorenzo Colombo, conlapelleappesaaunchiodo.blogspot.com il prezioso ed eccellente lavoro stilato e continuamente aggiornato dal sig. Lorenzo Colombo, che probabilmente costituisce la principale raccolta di informazioni disponibile sulle navi mercantili e militari italiane affondate nel corso della Seconda Guerra Mondiale, e che ci ha accompagnato in tutti questi anni di ricerche ed operazioni quale riferimento primario per l’identificazione dei relitti di navi italiane e per la ricostruzione delle loro storie.
Andreas Biermann – rommelsriposte.com, altra fonte inesauribile di preziose informazioni ed eccellenti articoli. Andreas è stato essenziale per l’identificazione di relitti e veicoli tedeschi in essi trasportati e per il reperimento dei manifesti di carico di alcune delle navi ritrovate.
Il prof. Ferdinando Maurici, il dott. Roberto La Rocca, Claudio Di Franco e Salvo Emma, della Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia per il loro continuo supporto e collaborazione al progetto.
La Soprintendenza di Agrigento per averci messo a disposizione la base sull’isola di Lampedusa durante lo svolgimento delle nostre campagne.
Associazione Marinara Aldebaran e in particolare il Presidente Dario Tedeschi, per la grande disponibilità e pazienza dimostrate nell’aiutarci a reperire fotografie d’epoca e piani di costruzione delle navi.
Il prof. Timmy Gambin, archeologo, direttore del progetto Underwater Virtual Museum e del bellissimo sito web underwatermalta.org che è stato per noi fonte di ispirazione e riferimento nella creazione di questo sito, e per averci indirettamente convinto della possibilità di realizzare i modelli fotogrammetrici di relitti di grandi dimensioni.
Kees Beemster Leverenz, istruttore ed esperto di fotogrammetria subacquea, per i suoi preziosi insegnamenti e per il continuo supporto.
Le organizzazioni Ghost Divers ed Healthy Seas per la collaborazione nelle operazioni di rimozione di reti impigliate su relitti e per il supporto economico ad alcune delle nostre campagne.
Prof. Edmund Maser e Jennifer Strehse dell’Institute of Toxicology and Pharmacology for Natural Scientists – University Medical School Schleswig-Holstein Campus, Kiel, per la collaborazione nel progetto di valutazione dell’impatto ambientale dei relitti del Mediterraneo Centrale.
FONTI BIBLIOGRAFICHE PER LA SEZIONE “STORIA”
L’oggetto principale di questo sito web è quello di presentare lo stato di alcuni eccezionali relitti storici, aerei e navali, individuati sui fondali del Mediterraneo Centrale e documentati nel corso di quasi vent’anni di attività. Di essi è presentata una sintesi della storia, della vicenda del loro affondamento e la documentazione delle condizioni in cui oggi si trovano sul fondo del mare.
La sezione “storia” è pubblicata con l’intento di fornire un contesto ai relitti ed alla Battaglia dei Convogli. La “Time Line” compresa in questa sezione presenta schematicamente la sequenza di eventi che caratterizzarono le fasi iniziali delle seconda Guerra Mondiale, per proseguire poi, attraverso una narrazione “giorno per giorno”, con una sintesi dei principali eventi della Campagna del Nord Africa, della Guerra Navale nel Mediterraneo e delle vicende di alcuni convogli, fino alla resa delle forze dell’Asse in Tunisia del maggio 1943.
Queste sezioni sono corredate da alcuni video e da molte fotografie storiche la maggior parte delle quali di pubblico dominio, tratte da Wikimedia commons: accanto ad ogni fotografia sono riportati i crediti.
Questa corposa sezione è ad oggi ben avviata ma ancora non completa e continuerà ad essere aggiornata ed integrata.
Le principali fonti storiche a cui si è fatto riferimento per la sezione “Storia” sono:
Montanari, M. (1989-1993). “Le operazioni in Africa settentrionale”. 4 Volumi. Roma: Ufficio Storico SME.
Howe, G. (1957) “US Army in WWII – Mediterranean Theater Of Operations – NW Africa: Seizing the Initiative In. The West”. Washington D.C. Office of the Chief of Military History, Dept of the Army
Wikipedia contributors (2024). “North African Campaign”. Wikipedia, the free encyclopedia. https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=North_African_campaign&oldid=1267454876
Gariglio, D. (2005). “Ghibli”. Chiari (BS), Nordpress Edizioni.
Cocchia, A. (1958). “La difesa del traffico con l’Africa settentrionale, dal 10 giugno 1940 al 30 settembre 1941”. Roma, USMM.
Cocchia A. (1962) “La difesa del traffico con l’Africa settentrionale, dall’1 ottobre 1941 al 30 settembre 1942”. Roma, USMM.
Fioravanzo, G. (1964) “La difesa del traffico con l’Africa settentrionale dal 1 ottobre 1942 alla caduta della Tunisia”. Roma, USMM.
Fioravanzo, G. (1970-1976), “Le azioni navali in Mediterraneo” 2 volumi. Roma, USMM.
Mattesini, F. (1986). “La battaglia aeronavale di mezz’agosto”. Roma, Edizioni dell’Ateneo.
Giorgierini, G. (2001). “La guerra italiana sul mare”. Milano, Arnoldo Mondadori Editore.
Mattesini, F. “Punta Stilo, la prima battaglia aeronavale della storia, 9 luglio 1940. Su: academia.edu: https://www.academia.edu/36837456/
Mattesini, F. “La battaglia di Capo Spada”. Su academia.edu: https://www.academia.edu/92556172/LA_BATTAGLIA_DI_CAPO_SPADA_Un_deludente_combattimento_navale_per_la_Regia_Marina_19_Luglio_1940?nav_from=d9334ac3-4e50-44ea-a6ed-99fd74776430
Mattesini, F. “L’Operazione navale britannica “M.B.6” lo scontro navale notturno di Capo Passe del 12 ottobre 1940. Su academia.edu:https://www.academia.edu/93483815/LOPERAZIONE_NAVALE_BRITANNICA_M_B_6_LO_SCONTRO_NAVALE_NOTTURNO_DI_CAPO_PASSERO_DEL_12_OTTOBRE_1940?nav_from=bec80dfa-e1ef-4049-be00-432dfef0d8b5
Mattesini, F. “La notte di Taranto”. Su academia.edu: https://www.academia.edu/34935127/LA_NOTTE_DI_TARANTO