19 luglio - Mediterraneo orientale: scontro di Capo Spada
Fin dalla metà del giugno 1940, Supermarina aveva considerato di intraprendere un’azione di
bombardamento navale nella zona di Sollum, sulla costa egiziana, con un gruppo di due incrociatori leggeri,
per poi inviarli in Egeo a compiere azioni veloci di disturbo al traffico britannico facendo base sull’isola di
Lero, nel Dodecaneso, che dal 1912 era un possedimento italiano. Benché la gran parte dei rifornimenti per
l’Armata britannica in Egitto seguissero la rotta del Capo di Buona Speranza, era comunque attivo un
traffico di materiali strategici, petrolio e rifornimenti, che dal Mar Nero e dalla Turchia giungevano più o
meno indisturbati ad Alessandria e in Palestina.
A condurre l’azione furono designati gli incrociatori della II Divisione, BANDE NERE e COLLEONI, che si
trovavano a Tripoli dopo la scorta diretta al convoglio TCM che era giunto il giorno 8, a seguito del quale si
era originata la Battaglia di Punta Stilo. Il piano originario fu modificato, tralasciando l’azione di
bombardamento nella zona di Sollum in quanto Superlibia non lo riteneva più necessario.
17 luglio - Mediterraneo orientale:
l’ammiraglio Casardi, comandante della II Divisione riceve, al mattino, via telegrafo da Supermarina il messaggio concordato “Diciassette Trasmissioni Errate” a indicare che il trasferimento diretto da Tripoli all’Egeo è da attuarsi il giorno 17.
I due incrociatori lasciano Tripoli alle 21:00 dello stesso giorno.
18 luglio - Mediterraneo orientale:
Alle 21:00 le due unità si trovano all’altezza di Derna, nella Libia
orientale, da dove iniziano la traversata verso lo stretto tra Creta e l’isola di Cerigotto.
Contemporaneamente, Cunningham aveva predisposto un’operazione di rastrello per la caccia
antisommergibili in Egeo, con inizio il 18 luglio, da parte di unità leggere, in vista della partenza del
convoglio A.S.1 (Aegean North 1°). Le unità designate sono la 2a Destroyers Flottilla, cacciatorpediniere
HYPERION, ILEX, HERO e HASTY, e una seconda formazione composta dall’incrociatore leggero SIDNEY e
dal cacciatorpediniere HAVOCK
19 luglio:
Alle 06:00 del mattino i due incrociatori della II Divisione si trovano a 12 miglia dallo stretto tra
Creta e l’isola di Cerigotto. Allo stesso tempo, i quattro CT della 2a Flottilla si avvicinano allo stretto
giungendo da levante, mentre SIDNEY e HAVOCK sono a circa 40 miglia a nord.
Gli incrociatori italiani non lanciano gli aerei ricognitori imbarcati a causa del mare mosso che ne avrebbe
reso difficile il recupero, e rassicurati dall’ordine di operazioni che prevede che la ricognizione sia affidata
agli aerei della base di Lero, la cui partenza è invece ritardata.
Alle 06.17 del mattino, le vedette del BANDE NERE scorgono all’orizzonte i profili e il fumo dei
cacciatorpediniere inglesi. I caccia britannici danno subito segnale di scoperta, e SIDNEY e HAVOCK si
dirigono immediatamente verso sud alla massima velocità. L’ammiraglio Casardi aumenta la velocità a 30
nodi puntando sui CT britannici ed aprendo il fuoco alle 06:27 da 17.500 metri. I britannici rispondono al
fuoco e alle 06:46 lanciano i siluri dall’eccessiva distanza di 18.000 metri, occultandosi poi con una cortina
di nebbia e dirigendo verso nord-est per rompere il contatto e ricongiungersi al resto della formazione
navale. L’ammiraglio Casardi continua nell’inseguimento verso nord-est a 32 nodi e alle 07:22 richiede
l’intervento dell’aviazione a Egeomil, comunicando la posizione.
Alle 07:26 il SIDNEY avvista la formazione italiana, ed apre il fuoco alle 07:29. Da bordo degli incrociatori
italiani, impediti dal riverbero del sole e dalla foschia, si vedono giungere parecchie salve ben centrate. I
due incrociatori rispondono al fuoco, dirigendolo sulle vampate e accostano di 90° a dritta. Un colpo cade
sulla poppa del BANDE NERE uccidendo 4 uomini e ferendone altri 4, ed uno anche sul SIDNEY, colpendo
il fumaiolo e ferendo un marinaio. Lo scontro a fuoco continua per quasi un’ora, intenso e serrato, tra
accostate da una parte e dall’altra. Alle 08:10 anche i CT inglesi, congiungendosi alle altre unità, si uniscono
al fuoco. Alle 08:23 il COLLEONI è colpito da tre proietti in rapida successione che causano molte vittime e
feriti, tra cui, gravemente, il comandante Novaro, e l’arresto di tutte le caldaie. La nave si arresta
bruscamente, appruandosi mentre continua a fare fuoco. Le unità nemiche concentrano il tiro
sull’incrociatore immobilizzato, serrando le distanze e crivellandolo di colpi che uccidono e feriscono molti
uomini dell’equipaggio. Mentre continua a sparare, sotto il tiro concentrato delle navi britanniche il
COLLEONI è colpito da più siluri, uno dei quali ne asporta la prora con circa 30 metri di scafo, dopodiché la
nave sbanda su un lato e si inabissa alle 08:29 . 1
L’ammiraglio Casardi, trovandosi con il solo BANDE NERE, contro sei navi avversarie, accosta verso sud,
inseguito dal SIDNEY, dall’HASTY e dall’HERO, mentre gli altri tre cacciatorpediniere si fermano per
raccogliere i naufraghi dell’incrociatore italiano. Alle 8:25 Casardi richiede nuovamente l’intervento aereo via
Supermarina. Alle 8:50, il BANDE NERE è centrato da un altro proietto da 152 mm. che uccide 4 uomini e
ne ferisce 12. Alle 09:26 il SIDNEY, ben inquadrato dalle salve del BANDE NERE, e ormai senza munizioni,
cessa l’inseguimento. Nello scontro con la II Divisione aveva sparato 956 colpi dal 152 mm.
I tre caccia britannici raccolgono 525 naufraghi, otto dei quali muoiono poco dopo per le gravi ferite e sono
sepolti in mare con gli onori militari. Altri 5, tra cui il comandante Novaro, moriranno ad Alessandria. Sette
naufraghi riescono invece a raggiungere Creta dopo molte ore trascorse in acqua. Le perdite sono di 109
uomini.
Alle 11:30, mentre sono in corso le operazioni di recupero dei naufraghi, i cacciatorpediniere sono attaccati
da sei bombardieri SM79 che li costringono ad interrompere le operazioni di recupero. Un secondo attacco
è portato da sei SM81 che localizzano l’HAVOCK, che ha a bordo 252 naufraghi italiani, e lo bombardano
causandogli danni ad una caldaia. Altri tre attacchi aerei sono portati ai CT della 2a Flottiglia in rotta verso
Alessandria, ma tutte le navi inglesi riescono a raggiungere la base nella mattinata del 20 luglio.
Il Bande Nere raggiunge invece Bengasi, dove entra alle 20:00 del 19 luglio.