Operazione HATS

Tra il 29 agosto ed il 6 settembre 1940 la Marina britannica svolge una grossa ed articolata operazione nel
Mediterraneo. La pianificazione dell’operazione prende il via dalla richiesta inoltrata dall’ammiraglio
Cunningham all’Ammiragliato britannico di rinforzare la Mediterranean Fleet con una portaerei moderna,
almeno una nave da battaglia e incrociatori pesanti, e da quella giunta il 22 agosto dal Comandante in Capo
del Medio Oriente che affermava ci fossero serie indicazioni di un imminente attacco italiano in Egitto,
sollecitando a sua volta rinforzi.

Viene quindi avviata una complessa operazione che ha come obiettivi il rafforzamento della Mediterranean Fleet, il rifornimento di Malta e dell’Egitto e il bombardamento di aeroporti e postazioni italiane in Sardegna e nel Dodecaneso.


La corazzata Valiant e gli incrociatori Calcutta e Coventry, salpano da Liverpool imbarcando rifornimenti da
sbarcare a Malta, per poi da lì proseguire per Alessandria dove andranno a rafforzare la Mediterranean
Fleet.

 

Truppe e rifornimenti dell’esercito per le forze in Egitto sono imbarcati a bordo di tre mercantili ed avviati
lungo la rotta del Capo.


Si pianifica inoltre il bombardamento dell’aeroporto di Cagliari (operazione Smash), con gli aerei imbarcati
sull’Ark Royal. Tale attacco si sarebbe ripetuto una seconda volta con modalità simili il giorno successivo
(operazione Grab).

 

In preparazione, due cacciatorpediniere si sarebbero portati a nord delle Baleari per generare traffico radio
che facesse intendere agli italiani un falso attacco su Genova.

22 agosto - Mediterraneo, Alessandria, base della Mediterranean Fleet:

I cacciatorpediniere HMS HOSTILE, HMS MOHAWK, HMS NUBIAN e HMS HERO lasciano Alessandria per dirigersi a Gibilterra per rinforzare la scorta al convoglio che è previsto in entrata nel mediterraneo.

23 agosto - Mediterraneo, Capo Bon (Tunisia)

L’HOSTILE affonda su una mina davanti a Capo Bon. Le altre unità rientrano a Malta dove sbarcano i superstiti dell’HOSTILE, per poi ripartire verso Gibilterra.

 

 

Lo stesso giorno salpano dall’Inghilterra i convogli AP1 e AP2, composti dalle navi passeggeri Duchess of
Bedford (20.123 tsl), Derbigshire (9.100 tsl) Waiotira (12.823 tsl), Sidney Star (11.095 tsl) che trasportano
carri cruiser e Matilda, rifornimenti e truppe per le forze dell’esercito in Egitto. Seguono la rotta del Capo di
Buona Speranza per poi risalire il Mar Rosso, verso Suez e Alessandria, con la scorta degli incrociatori HMS
AJAX e HMS YORK.

29 agosto - Mediterraneo, Gibilterra, base della Forza H:

JANUS, NUBIAN, MOHAWK e HERO giungono a Gibilterra, in tempo per l’inizio delle operazioni. I 4 cacciatorpediniere costituiscono la Forza A, destinata a rafforzare la scorta delle unità della Forza H provenienti da Liverpool, giunte a Gibilterra lo stesso giorno e destinate a rafforzare la Mediterranean Fleet di base ad Alessandria. Si tratta della corazzata HMS VALIANT della nuova portaerei HMS ILLUSTRIOUS, degli incrociatori leggeri HMS COVENTRY e HMS CALCUTTA e dei cacciatorpediniere HMS GALLANT, HMS GREYHOUND, HMS GRIFFIN e HMS HOTSPUR, che costituiscono una squadra designata come Forza F. La VALIANT e i due incrociatori trasportano a bordo un carico di materiale bellico che dovrà essere sbarcato a Malta nel corso del trasferimento verso Alessandria. 

 

Nel pomeriggio dello stesso giorno parte da Alessandria il convoglio MF 2, formato dai piroscafi Cornwall

(10.603 tsl) e Volo (1587 tsl) e dalla petroliera ausiliaria RFA Plumleaf con 36.000 tonnellate di rifornimenti
diretti a Malta, scortati dai cacciatorpediniere HMS JERVIS, HMS JUNO, HMS DAINTY e HMS DIAMOND.

30 agosto - Mediterraneo, Gibilterra:

alle 08:45 ha ufficialmente inizio l’operazione “Hats”. Ls Forza F, la Forza I e il resto della forza H, al comando dell’ammiraglio James Somerville salpano da Gibilterra addentrandosi nel Mediterraneo. La Forza H, che comprende l’incrociatore da battaglia HMS RENOWN (nave ammiraglia di Somerville), la portaerei HMS ARK ROYAL, l’incrociatore leggero HMS SHEFFIELD e i cacciatorpediniere HMS FAULKNOR, HMS FIREDRAKE, HMS FORESIGHT, HMS FORESTER, HMS FORTUNE, HMS FURY, HMS ENCOUNTER, HMS VELOX, e HMS WISHART[ agirà come scorta a distanza alla Forza F, fermandosi al limite occidentale del canale di Sicilia, e condurrà le incursioni aeree contro la Sardegna.

Mediterraneo, Alessandria:

alle 04:30 anche la Mediterranean Fleet al comando dell’ammiraglio Andrew Cunningham lasca la sua base di Alessandria con rotta verso ovest. La squadra, denominata Forza I, comprende le corazzate HMS WARSPITE (nave ammiraglia di Cunningham), e HMS MALAYA, la portaerei HMS EAGLE, gli incrociatori leggeri HMS ORION e HMAS SYDNEY (australiano) e i cacciatorpediniere HMS DECOY, HMS DEFENDER, HMS HEREWARD, HMS IMPERIAL, gli australiani HMAS STUART, HMAS VAMPIRE, HMAS VENDETTA, HMAS VOYAGER e il polacco ORP GARLAND. Le navi di Cunningham forniscono copertura a distanza al convogli MF 2. 

 

Alle 14:30 i caccia Blackburn Skua decollati dalla portaerei EAGLE intercettano e abbattono un idrovolante
CANT Z.501 italiano in ricognizione; più tardi, un secondo ricognitore italiano riesce i a riprendere il contatto
e a sfuggire all’intercettamento, riportando al comando di Supermarina la notizia certa che i britannici sono
usciti in mare in forze.

31 agosto - Mediterraneo, Mar Ionio:

Il comando italiano dispone l’uscita in massa della quasi totalità della flotta da battaglia dalle basi di Taranto, Brindisi e Messina al comando dell’ammiraglio Inigo Campioni.


Prendono il mare le cinque corazzate LITTORIO, VITTORIO VENETO, CONTE DI CAVOUR, DUILIO e
GIULIO CESARE, gli incrociatori pesanti POLA, ZARA, GORIZIA FIUME, TRENTO, TRIESTE e BOLZANO, gli
incrociatori leggeri DUCA DEGLI ABRUZZI, GIUSEPPE GARIBALDI, DUCA D’AOSTA, EUGENIO DI SAVOIA,
MUZIO ATTENDOLO e RAIMONDO MONTECUCCOLI e 39 cacciatorpediniere, che si riuniscono nello Ionio
in attesa di ordini. La forza italiana è avvistata da un ricognitore decollato dalla EAGLE e Cunningham fa
prendere alla squadra una rotta più a sud per evitare il contatto.

 

Alle 16:20 l’ammiraglio Iachino, che con la II Squadra precedeva il resto della flotta, chiede libertà di azione
per dirigere contro le forze britanniche che alle 15:35 erano segnalate in una posizione a 120 miglia a sud.
Alle 16:30 Campioni acconsente. Alle 16:31 Campioni, a bordo della Littorio, riceve l’ordine da Supermarina
di invertire la rotta se entro le 16:00 non era avvenuto il contatto con la forza nemica, in modo da
raggiungere il il centro del Golfo di Taranto alle 05:00 del giorno 1, per poi riprendere nuovamente rotta versoSud-Est.

 

 

Il messaggio era decifrato alle 16:50, e Campioni a quel punto dà ordine a Iachino di invertire la
rotta e dirigere verso NNW a 20 nodi.

Durante il ritorno il sommergibile HMS PARTHIAN lancia sei siluri contro un gruppo di quattro incrociatori
italiani, immergendosi poi in profondità, sottoposto a caccia da un cacciatorpediniere. Uno dei siluri è evitato con la manovra dal Duca degli Abruzzi, mentre un secondo gli passa sotto la chiglia, senza colpirlo.

Mediterraneo orientale:

Il sommergibile italiano SIRENA avvista il convoglio MF 2 a sud di Creta, che alle
12:00 è attaccato da cinque bombardieri SM79 della Regia Aeronautica. Il cargo Cornwall è colpito per tre
volte e in fiamme. Il suo equipaggio riesce a domare l’incendio e il mercantile procede verso Malta,
seriamente inclinato su un fianco.


Alle navi della Forza I di Cunningham si uniscono l’incrociatore pesante HMS KENT, gli incrociatori leggeri
HMS GLOUCESTER e HMS LIVERPOOL, e i cacciatorpediniere HMS HASTY, HMS HYPERION e HMS ILEX, di rientro da una crociera esplorativa nell’Egeo meridionale. Dopo l’attacco subito dal convoglio MF 2,
gli incrociatori KENT, GLOUCESTER e LIVERPOOL sono distaccati per aggiungersi alla scorta diretta del convoglio

Mediterraneo occidentale:

le unità di Somerville raggiungono la zona di mare a sud delle Baleari; nel corso della giornata i caccia Blackburn Skua della ARK ROYAL intercettano e abbattono due ricognitori
italiani, un CANT Z.506 e un CANT Z.501, che avevano tentato di avvicinarsi alla flotta.


Alle 21:50 Somerville distacca i due cacciatorpediniere VELOX e WHISHART (Forza W) incaricati di portarsi
a nord dell’isola di Minorca e da lì un inteso traffico radio in alta frequenza nell’intento di ingannare gli
apparati di ascolto italiani e far credere che una grossa flotta britannica si trovi a nord delle Baleari e sia in
rotta per il golfo di Genova; le unità di Somerville invece virano a sud-est per passare a sud della Sardegna[.

1 settembre, sud della Sardegna:

alle 02:25 Somerville dà il via al primo degli attacchi aerei contro la
Sardegna (operazione Smash): nove aerei Swordfish equipaggiati con bombe e spezzoni incendiari
decollano dalla ARK ROYAL e alle 06:00 attaccano l’aeroporto di Cagliari-Elmas e gli idrovolanti ammarati
nel vicino Stagno di Cagliari, causando pochi danni; i velivoli rientrano sulla portaerei alle 08:00 senza
perdite. Recuperati gli aerei, la flotta dirige verso sud-ovest per ingannare gli italiani e far credere che le navi
siano in rotta di rientro verso Gibilterra; alle 10:30 invece le navi britanniche virano nuovamente verso est e
riprendono la rotta per il canale di Sicilia. Alle 21:10, giunte a metà strada tra Sardegna e e Sicilia, le forze di
Somerville si dividono: la Forza H piega a nord per portare un nuovo attacco a Cagliari, mentre la Forza F e
la Forza A proseguono verso Malta. Le forze britanniche sono avvistate ripetutamente da ricognitori italiani
ma non sono attaccate né da aerei né da nessuno dei sette sommergibili italiani posti a sbarramento nel
Mediterraneo centrale che non riescono ad intercettarle.

Mediterraneo, Mar Jonio:

nel corso della notte tra il 31 agosto e il 1º settembre si leva una forte burrasca
con venti da Nord che al mattino evolve in una violenta tempesta che oltre a impedire il volo agli aerei da
ricognizione italiani mette in seria difficoltà le navi di Campioni, in particolare i più piccoli cacciatorpediniere,
che subiscono seri danni perdendo anche un certo numero di uomini in mare. Nel pomeriggio l’ammiraglio è
costretto ad ordinare alla squadra di rientrare verso Taranto. Il tratto di mare più a sud, dove transitano le
navi di Cunningham è invece più tranquillo e consente la navigazione.

2 settembre, Mediterraneo, sud della Sardegna:

alle 03:30 del 2 settembre Somerville dà il via a una seconda ondata di attacchi aerei sull’isola (operazione Grab) facendo decollare nove Swordfish in versione bombardiere dalla ARK ROYAL, diretti ad attaccare nuovamente l’aeroporto di Elmas e la centrale elettrica di Cagliari; questa volta i velivoli britannici incappano in una combinazione di forte nebbia e nuvole basse che impedisce loro di avvistare gli obiettivi, e rientrano sulla portaerei senza aver sganciato alcuna bomba.


Recuperati i velivoli verso le 08:00, Somerville fa quindi rotta per Gibilterra dove la Force H arriverà alle
11:00 del 3 settembre senza aver registrato altri eventi significativi

Mediterraneo, Malta:

alle 09:00 la Mediterranean Fleet entra in contatto con le navi della Forza F in arrivo da ovest; la flotta riunita si porta nelle acque a sud di Malta e poco dopo i mercantili del convoglio MF 2 fanno il loro ingresso a La Valletta, seguiti alle 14:30 dalla VALIANT e dagli incrociatori COVENTRY e CALCUTTA. Nonostante due incursioni aeree italiane nella zona del porto, lo scarico dei rifornimenti procedette speditamente e alle 19:00 la VALIANT e i due incrociatori lasciano La Valletta per ricongiungersi alla flotta di Cunningham. La Mediterranean Fleet fa quindi rotta verso est, passando a nord di Creta e dirigendo poi verso il Dodecaneso per condurre incursioni contro le basi italiani qui situate (operazione MB3).
La Forza Navale italiana è tenuta pronta a muovere dall’alba del giorno 3, in attesa di segnalazioni della ricognizione, che giungono però appena alle 17:50, quando la formazione nemica già si trova già a ponente
di Creta. L’occasione per la Marina Italiana di attaccare la Mediterranean Fleet in condizioni di superiorità è
quindi perduta.

3 settembre, Mediterraneo orientale:

giunto a est di Creta Cunningham distacca dalla flotta una
formazione composta dagli incrociatori ORION e SYDNEY e dai cacciatorpediniere ILEX e DECOY, che
nella notte tra il 3 e il 4 settembre si reca a bombardare il campo di aviazione di Scarpanto e il villaggio di
Picadia, causando pochi danni. La forza è attaccata da due MAS italiani, uno dei quali, il MAS 537 al
comando del T.V. Bressani, è affondato dal tiro delle navi inglesi con la perdita dell’intero equipaggio, mentre
il MAS 536 è obbligato a ritirarsi.

4 settembre, Mediterraneo orientale:

: il resto delle navi di Cunningham passa nel canale tra Scarpanto e Rodi e, alle 4:30 le due portaerei lanciano 20 Swordfish per attaccare i campi di aviazione italiani sull’isola di Rodi. Trovano però la caccia italiana già in volo, la cui azione limita i danni del bombardamento ed abbatte quattro Swordfish. Nella via del ritorno verso Alessandria i gruppi navali sono attaccati per cinque volte dai bombardieri italiani, ma senza risultati di rilievo. Un SM79 è abbattuto dai caccia Fulmar della portaerei ILLUSTRIOUS, che ne danneggiano altri 7.
Le tre squadre navali britanniche giungono ad Alessandria tra le sera del 5 settembre e la giornata del 6.
La condotta eccessivamente prudente tenuta da Supermarina causa diffusi malumori tra comandanti ed
ufficiali della flotta italiana, frustrati dalla condotta rinunciataria di Supermarina e desiderosi di dare
battaglia. L’ammiraglio Jachino, comandante della II Squadra, consegna un promemoria al Capo di Stato
Maggiore della Marina, ammiraglio Cavagnari giunto in visita a Taranto, in cui denuncia il malumore degli
ufficiali e sollecita una condotta più aggressiva almeno quando la flotta è in condizioni di superiorità in
mare. Cavagnari, tiene una riunione con i comandanti delle due squadre navali riuniti a bordo della Littorio,
in cui fornisce il quadro della situazione generale e le direttive ricevute dal Comando Supremo, che
confermano le linee di condotta fino allora tenute. In questa fase i massimi vertici sono ancora nell’illusione
che la guerra si risolverà presto con la prevista invasione tedesca dell’Inghilterra, e giudicano come
favorevole l’andamento della guerra navale fino a quel punto, considerata l’inferiorità di forze della flotta
italiana, l’impossibilità di sostituire eventuali perdite di navi maggiori, lo scarso disturbo subito dal traffico
verso Albania e Libia, la sostanziale difesa delle coste italiane, e non ritenendo quindi di dover cambiare la
linea di condotta. Si ritiene infatti prioritario evitare il rischio di grosse sconfitte e conservare la flotta in vista di un imminente armistizio.